I consumi dichiarati dalle Case? Molto lontani da quelli reali

L'Adiconsum contro le aziende automobilistiche

Inserita da il 6 ottobre 2009

“I dati sui consumi e sulle emissioni di CO2 diffusi nelle pubblicità dalle Case automobilistiche non sono veritieri”. E’ quanto denuncia l’Adiconsum, l’Associazione italiana in difesa dei consumatori e dell’ambiente, che chiede all’Antitrust che “le case e i concessionari siano richiamati al rispetto delle regole di comportamento leale, e provvedano a un’informazione seria e responsabile”.
Inoltre “il dato del consumo, ad esempio, così come quello delle emissioni di CO2 è riferito ad un test di laboratorio, secondo una procedura standard, che non riproduce in nessun modo le condizioni reali di circolazione”.
E per avvalorare quanto affermato, l’associazione porta come esempio il caso delle monovolume: “queste vetture tanto pubblicizzate oggi, pesanti e dal rendimento aerodinamico molto basso a causa della superficie frontale e la conformazione generale del veicolo, a pari condizioni di consumo dichiarato e condizioni di guida e traffico, possono consumare fino al 50% in più di una normale berlina con la stessa meccanica, con il conseguente aumento delle emissioni tossiche, che certo non sono quelle dichiarate in pubblicità. Questa cattiva informazione si ritorce contro i Concessionari, che devono fronteggiare i reclami di difetto di conformità da parte dei consumatori”.
Ma è la metodologia ad essere assurda: la legge – in vigore in ben 50 Paesi – prevede infatti che i consumi per tragitti in città e su strada siano calcolati simulando il viaggio delle macchine su speciali rulli per un tempo complessivo di 1.180 secondi, circa 20 minuti: per 780 secondi si misura il consumo nel percorso urbano, per 400 secondi quello di un viaggio extraurbano; per un tempo massimo di 10 secondi si raggiunge invece la velocità di 120 chilometri orari.
Ma c’è di più: le Case costruttrici hanno la possibilità di effettuare questi test con aria condizionata spenta e con modelli completamente privi di accessori, quindi spesso non in vendita. In questo modo le auto utilizzate per tali test risultano molto più leggere di qualsiasi vettura che nella realtà viene acquistata dal cliente che, alla fine, si ritrova con consumi completamente sballati rispetto a quelli assicurati dalla casa madre.
Sono, dunque, condizioni inesistenti nel mondo reale, per cui la simulazione si riferisce a un comportamento dell’auto molto distante da quello vero.
Si può parlare di truffa? La legge non si pronuncia con precisione quindi l’ultima parola, almeno per ora, spetta agli automobilisti e, soprattutto, ai potenziali clienti.