L’uomo che fissa le capre

George Clooney diventa una superspia per Grant Heslov

Inserita da il 16 novembre 2009

La guerra al terrorismo si combatte con le armi della mente. Strano (e in controtendenza) ma vero. Dopo lo spy-Demon di “The Informant”, il cinema incontra l’ironia demenziale di Grant Heslov e del suo L’uomo che fissa le capre.
Superpoteri al servizio di una superpotenza, così l’America interventista, la madre della lotta ai talebani e della “democrazia d’asporto”, diventa la patria delle spie psichiche. Li chiamano esercito Nuova Terra e fanno parte di un gruppo di forze (molto) speciali che l’esercito degli Stati Uniti addestrò per difendersi dal nemico.
D’altra parte che si tratti di “una storia più vera di quello che possiate immaginare” ce lo dice il film stesso e, per dare un tocco di nostalgico (si fa per dire) realismo, nella parte iniziale della pellicola sfilano immagini di guerra made in Usa con tanto di “Bush di repertorio”.
Il vero ingrediente speciale della storia? Il cast: l’ipnotico – in tutti i sensi – George Clooney, psico-agente più dotato di tutti i tempi (disintegra le nuvole nel cielo ma non riesce ad “avvertire” e scansare l’unico masso presente nel deserto); Ewan McGregor, giornalista frustato a caccia di storie che gli rimettano in circolo un po’ di sana autostima; Jeff Bridges, imperdibile capo-hippy; Kevin Spacey, il guastafeste.

Il film è tratto dal libro Jon Ronson, “Capre di guerra”, in cui si svela l’esistenza di questo singolare battaglione di supersoldati addestrati a sconfiggere il male attraverso gli strumenti del bene, salvo poi trasformare la loro base logistica in una Guantanamo degli orrori.
L’uomo che fissa le capre rilegge in chiave decisamente ironica la realtà della guerra: chi avrebbe mai pensato ad un manipolo di guerrieri New Age capaci di distruggere senza bombe e cannoni ma con la sola forza della mente, peace and love?