Occhio, malocchio, …

Dire che la sfiga, pardon, la sfortuna, non esiste, è come chiamare nero il bianco o viceversa

E’ giusto! Siamo un popolo di santi e navigatori noi italiani, ma anche di raccoglitori viventi di amuleti e portafortuna, che ci consentano di combattere la malasorte.
Non ci azzardiamo a passare sotto una scala, ad attraversare la strada se un gatto nero (poverino, non è colpa sua se le acquisizioni cromatiche hanno lavorato a suo sfavore) ci passa davanti; se cade l’olio, mio Dio, sicuramente tragedie a non finire.

Su questo tema si è dibattuto e si dibatte da tempo, scherzosamente o attraverso forum tenuti da professoroni super accreditati. Resta però il fatto che, qualsiasi sia la genesi dell’essere superstiziosi, certo è che un cornetto, un po’ di sale possono far sorridere o aiutare, ma fino a che non si mette questi segni del destino al centro della propria esistenza, cosa che inizia poi a preoccupare, perché poco sano diventa l’affidare le proprie giornate all’oroscopo che ti è contrario o favorevole. L’irrazionalità insita nell’atteggiamento pessimista che si riscontra in determinati soggetti, credo nasca dall’insicurezza.
Non scelgono loro stessi ciò che è meglio, permettono che un lettore delle stelle gli indichi la strada, temendo di sbagliare, prima ancora che si affaccino all’alba delle loro azioni.
Non permetterei mai a Paolo Fox, che adoro per la sua simpatia, di condizionarmi la vita, anche se seguo con interesse la sua rubrica.

I segni zodiacali delineano i tratti caratteriali ed in certi casi presentano delle congruenze con ciò che accade nel lavoro o nel sociale; ma essendo milioni nel mondo, per statistica qualcuno deve appartenere a queste peculiarità.
In genere il diciassette che molti reputano in modo negativo, a me nell’ambito scolastico, ha sempre portato bene. Ricordo di compiti in classe strepitosi, con voti soddisfacenti oltre ogni aspettativa.
In America e nei movie d’oltreoceano, si prende di mira negli horror, spesso di serie b, la data del 13, come fattore scatenante di eventi disastrosi.
Nel film “Halloween” (ricordate Jason, il ragazzo con la maschera da Hockey?) o in “Venerdì 13” o in altri ancora, il serial killer di turno sfogava tutto il suo estro da macellaio pazzoide per infierire sulle sue vittime. Pura demenzialità.

Il terrore e le vibrazioni negative, attraggono eventi significativi, perché se si rompe uno specchio, come capita a chiunque, e moralmente ci si aspetta un turbine di disgrazie, la malasorte accorrerà, spinta dall’onda del fallimento che già si sente di possedere.
L’eventualità che un periodo no possa verificarsi, è per campionamento al picco, in quanto ci comporteremo in modo da portare poco entusiasmo e poco impegno in tutti gli aspetti del nostro quotidiano. Mi intristisce quando persone malate, che non hanno speranze, giustificate dalla disperazione, optano per soluzioni estreme rappresentate dai maghi o da cartomanti, che, lucrando su queste anime in pena, si inventano delle assurdità che rischiano di rendere al paziente un danno ancor più irreversibile.
E quelli che chiedono notizie sull’amore? Patetici, non c’è che dire.
Rispetto la libertà di pensiero, ma come si fa a delegare ad una persona che nemmeno ti conosce, l’esito d’un rapporto d’affetti?
In definitiva, facciamo le corna all’invidia e alle persone saccenti e godiamoci il futuro attimo per attimo, per quello che di buono e genuino potrà accadere.

Inserita da il 8 febbraio 2010