Pornografia ed Internet: chi difende i minori?

I ragazzi possono non apprendere facilmente ciò che gli viene insegnato a scuola ma, con notevole velocità e prepotenza, hanno conquistato spazio su Internet

Utilizzano il computer e si connettono per studiare, apprendere, giocare e comunicare con gli amici. In moltissimi casi pubblicano dati personali e “confidano” all’intera rete cose che non direbbero mai a nessuno, tanto meno ai propri genitori.
Internet ha praticamente influenzato la loro vita e il loro modo di interfacciarsi con il resto del mondo. Internet ha cambiato il loro modo di apprendere, di socializzare.

Cosa possiamo fare? Comunicare, si, ma in questo caso le informazioni da far passare sono quelle relative ai pericoli in rete e far capire come è facile, per un lupo mascherarsi da agnello.
Le scuole e le altre istituzioni pubbliche devono rivolgersi alle famiglie e ai giovani in modo chiaro e semplice con continua formazione e divulgazione delle tante trappole del cyberspazio.

Sfortunatamente la capacità dei ragazzi di navigare e utilizzare tali tecnologie non va di pari passo con la scaltrezza che dovrebbe evitar loro di credere ai numerosi malintenzionati.
D’altra parte ci sono gli adulti che pur essendo più responsabili mancano di competenze per poter difendere i propri figli.
Spesso “l’informatico” di casa sono proprio loro: i più ingenui.

La pornografia fa ancora arrossire? Da uno studio di Jason Carroll, ricercatore di scienze sociali, risulta che la pornografia non è più fonte di imbarazzo per i ragazzi, a differenza di quanto avveniva con la generazione precedente. Secondo lo studioso, questo cambiamento è dovuto alla “facilità di accesso al porno su Internet” che, in un certo modo, ha tolto interesse nei confronti della pornografia.

È così facile reperire immagini o filmati, che i giovani non si scandalizzano più di nulla e considerano il porno semplicemente come uno dei tanti modi “di esprimere la sessualità”; per il principio che ci si abitua a tutto, anche la pornografia sta iniziando a far parte degli usi e costumi, una sorte di assuefazione. L’eccezione diventerà regola? La diffusione della pornografia e la facilità di reperimento sono le cause principali della fine del “senso di colpa” e dell’imbarazzo nei confronti di questo argomento.
Venti anni fa i ragazzi dovevano andare nelle edicole per acquistare le riviste, che venivano nascoste e tenute lontane da sguardi indiscreti, adesso i giovani non hanno più questi problemi e basta collegarsi sul web per trovare qualsiasi cosa, anche troppo …

Perchè agli uomini piace di più che alle donne? La ricerca è stata condotta su oltre 800 studenti di sei diversi college americani, ai quali è stato chiesto di compilare un questionario online per esprimere le loro opinioni sulla pornografia.
Anche se non si arrossisce più davanti a certe immagini, sono i ragazzi ad essere più interessati all’argomento: l’86% dei maschi ha, infatti, ammesso di aver guardato materiale pornografico nell’ultimo anno ed uno su cinque accede tutti i giorni a siti porno; al contrario solo il 31% delle ragazze ha dichiarato interesse per riviste o siti hard e solo il 3,2% lo fa abitualmente.
Eccezioni a parte, l’uomo, molto più della donna, è attratto da questo genere di materiale, vero e proprio “motore” dell’immaginario erotico, la cui visione genera un eccitamento sessuale completo. Probabilmente questa maggiore passione per forme di eccitamento “esterne” al vissuto reale sono dovute alla natura dell’organo sessuale maschile, che lo rende maggiormente predisposto a ricercare gratificazioni sessuali anche attraverso semplici “operazioni di tipo meccanico”, mentre nella donna la ricerca del piacere tende ad essere più legata a una comprensione psichica dell’oggetto del piacere.

Inserita da il 15 aprile 2010