Viaggiatori italiani dell’Ottocento in America Latina

Roma - Museo Nazionale Preistorico Etnografico L. Pigorini

Iniziativa organizzata nell’ambito delle celebrazioni promosse in Italia in occasione del Bicentenario dell’Indipendenza dei Paesi dell’America Latina. L’esposizione Viaggiatori italiani dell’Ottocento in America Latina, inaugurata a febbraio alla presenza del Sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri Enzo Scotti, è stata allestita presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico L. Pigorini.

Venute meno le inquietudini filosofiche e il desiderio di idealizzazione di luoghi remoti propri del Settecento, l’Ottocento è il secolo in cui il viaggio diviene esperienza scientifica in senso moderno, al servizio della conoscenza sostanziale del mondo, per verificarne ricchezze, confini operativi e possibilità, per sfruttare al massimo quanto offerto dalle nuove terre in funzione delle nascenti esigenze dell’industrializzazione. L’andare lontano diviene per i viaggiatori attività creatrice della propria condizione umana, sia per gli interessi scientifici e ideologici che lo motivano, sia per asecondare la smania del diverso e del difficilmente accessibile. Le motivazioni oggettive che spingono gli esploratori ad affrontare rischi e privazioni, non possono nascondere il desiderio di avventura e il piacere di “essere il primo” nel raggiungere la meta prefissata.

Questa del Museo Nazionale Preistorico Etnografico L. Pigorini nasce dunque per raccontare questo clima e le imprese che ne sono derivate attraverso alcuni personaggi chiave delle esplorazioni italiane nel continente sudamericano, che hanno lasciato un’impronta indelebile nell’antropologia e nella museografia etnografica. Se si eccettuano padre Illuminato Coppi e Guido Boggiani, missionario l’uno e pittore affermato l’altro, spinti nel primo caso da un pugnace integralismo religioso e nel secondo soprattutto da ansie estetiche, i personaggi presentati possono tutti essere considerati viaggiatori-scienziati. Alessandro Malaspina, Enrico Hillyer Giglioli e Giacomo Bove visitano ampie zone dell’America al seguito di spedizioni ufficiali. Storie diverse riguardano invece le ultime tre figure, studiosi che hanno dedicato la loro intera esistenza a visitare e a studiare i multiformi aspetti dei tropici: Gaetano Osculati, che da solo viaggia da Guayaquil, attraversando in senso longitudinale tutto il continente sudamericano, alla foce del Rio delle Amazzoni; Antonio Raimondi, che fa del Perù la sua seconda patria, da lui tutta visitata, descritta e disegnata; Ermanno Stradelli, geografo ed etnologo, che dedica la propria vita alla conoscenza delle etnie del Vaupés, osservate con sorprendente acutezza scientifica.

Questa mostra, attraverso carte geografiche, foto, disegni d’epoca e immagini di oggetti considerati tra i più rappresentativi delle aree oggetto di esplorazione, offre allo spettatore la prospettiva di quanti hanno percorso quelle terre lontane lasciando ai postere testimonianze umane e scientifiche delle proprie esperienze.

Parte dell’esposizione è dedicata manufatti di estremo interesse scientifico e artistico appartenenti alle collezioni cedute all’allora Regio Museo Preistorico-Etnografico di Roma e provenienti dalle aree geografiche dell’America Latina ove i “viaggiatori” italiani operarono. Da sottolineare la presenza di diversi oggetti archeologici ed etnografici presentati per la prima volta al pubblico. Tra questi i tessuti peruviani della costa e della selva, gli ornamenti plumari delle culture amazzoniche, le ceramiche dei popoli del Chaco e gli utensili e le imbarcazioni dei Fuegini.

 

Roma, Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico ‘Luigi Pigorini’

Indirizzo: Piazza G. Marconi 14

Telefono: 06549521

Fax: 0654952310

E-mail: s-mnpe@beniculturali.it

Sito web: http://www.pigorini.beniculturali.it

Costo del biglietto: € 6,00; Riduzione € 4,00 (aventi diritto)

Inserita da il 17 aprile 2010