Serie A, la Lazio si congeda con una vittoria

La notte dei senza tetto. Detto così pare strano. Ma in parte è la realtà. Siviglia, Baronio, Dabo e Cruz da questa sera non hanno più una casa, intesa come squadra di calcio. Da questa sera lasciano ricordi nelle menti dei tifosi laziali

ROMA – La notte dei senza tetto. Detto così pare strano. Ma in parte è la realtà. Siviglia, Baronio, Dabo e Cruz da questa sera non hanno più una casa, intesa come squadra di calcio. Da questa sera lasciano ricordi nelle menti dei tifosi laziali. Chi più, chi meno, ma ci sarebbero anche i loro volti in un eventuale museo della Lazio con le facce di tutti i giocatori illuminate su una parete. Ci sono le lacrime di Dabo che prima della partita saluta i tifosi con applausi sentiti e ricambiati.
È anche la notte delle due squadre delusione del campionato, partite per inseguire un posto in Europa e finite per farsi inseguire dai team in zona retrocessione.
Siena (e Inter) permettendo, grazie ai 3 punti ottenuti stasera, la Lazio non è più la squadra con il peggior rendimento interno. Poco ci manca, insomma. Ma almeno non è più giù in fondo (magrissima consolazione). Una forma praticamente antitetica rispetto a quella fatta registrare in trasferta, dove ha raccolto 25 punti in 19 gare. Come il Torino in B, la Lazio a quanto pare ha sofferto particolarmente l’ambiente ostile del proprio pubblico. Questo almeno è quello che hanno sostenuto in molti. È solo un alibi? Ne sapremo di più la prossima stagione…

LE FORMAZIONI – Reja conferma le intenzioni della vigilia dando spazio a chi ha giocato meno: Berni, Siviglia, Scaloni, Hitzslsperger e Del Nero partono tutti dall’inizio.
Marino è all’addio (stavolta definitivo) e schiera la miglior formazione, ad eccezione degli squalificati Handanovic e Lukovic. Il tecnico siciliano ritocca anche il modulo schierando un inconsueto 4-2-3-1.

LA CHIAVE – Quando l’avversario si ritrova in dieci poco dopo aver pareggiato e tu trovi il gol del sorpasso all’ultimo minuto del primo tempo, è sempre manna piovuta dal cielo. Quando poi riesci pure a chiudere la partita in apertura di secondo tempo, allora vuol dire che hai davvero sfruttato in tutto e per tutto la giornata positiva. Eloquente il dato relativo ai tiri: 22-9 a favore della Lazio, cioè più del doppio dell’Udinese.

LA LAZIO –
La partenza però era stata alla camomilla con appena un tiro in porta e uno fuori. Ci aveva pensato Hitzslsperger a sbloccare con un gran mancino da fuori area e la complicità di Pasquale che deviava in rete. Primo gol del centrocampista tedesco con la maglia della Lazio. Cinque minuti dopo Hitz quasi replica quando Floccari, come poco prima, allunga un pallone per il “martello” teutonico. La Lazio sembra accontentarsi e si risveglia solo quando i friulani pareggiano: Rocchi prova prima con un gran tiro da fuori, poi con un bel diagonale deviati in entrambi i casi dal giovane Romo (il secondo esce di un nulla). Nel finale la botta di Ledesma da fuori è il preludio al gol di Floccari che infila Romo con un gran tiro a girare da fuori area (pregevole la sponda di Rocchi). Come a Livorno, la Lazio trova la stoccata del sorpasso all’ultimo minuto del primo tempo.
Come a Livorno, Cristian Brocchi trova il gol da fuori area in apertura di secondo tempo: l’ex rossonero si accentra e scarica un sinistro millimetrico che si insacca alla sinistra di Romo. Poi esulta sotto la curva e corre ad abbracciare Baronio (che poi lo rileverà a due minuti dalla fine, concedendogli la standing ovation dello stadio).
Nel finale Floccari cerca insistentemente il secondo gol personale, ma Romo gli nega la gioia del 9° gol con la maglia della Lazio per ben tre volte. Servirà da stimolo per la prossima stagione.

L’UDINESE – Si sveglia alla mezzora con il gol del suo bomber Di Natale: triangolo tra Pasquale e Floro Flores che trova Totò con un delizioso scavetto (dormita generale della difesa). È il 29° gol per l’attaccante napoletano. Ma non gli basterà per eguagliare il bottino di Luca Toni (31 nel 2005/06). Cartellino rosso in tutti i sensi per Mauricio Isla che si innervosisce oltremodo per un suo fallo su Brocchi fischiato da Guida. L’arbitro lo manda anzitempo sotto la doccia, il cileno viene fischiato dal pubblico della Monte Mario e si permette anche di fare il pollice verso mentre scende gli scalini. Mauricio farebbe meglio a passare a Tim!
L’Udinese riprende il secondo tempo con un 3-4-2 che però non sarà sfruttato quasi mai al meglio dalla squadra friulana. Al 65’ Sanchez non chiude incredibilmente un triangolo iniziato da lui stesso a centrocampo con Di Natale e le velleità di rimonta delle zebrette si spengono qui.

LOTITO – Serie di striscioni e cori contro Lotito come non si vedeva da tempo. Due “Lotito vattene” (uno in curva e un altro in distinti Nord), un “vattene” nella parte alta della curva, e un “Lotito caccia li sordi” durante la gara. Prosegue la hit parade: “Società non all’altezza c’hai costretto a lottare per la salvezza! Lotito vergogna!” condito da applausi di tutto lo stadio (sparuta minoranza?!). È evidente che, oltre ai risultati deludenti, il comportamento dei bodyguard del presidente in settimana, ha inasprito ulteriormente il clima già esasperato. La curva però è anche consapevole della scelta giusta fatta dalla società a febbraio (dopo i disordini di Formello) e lo fa sapere con un “grazie Reja”. Il friulano però non se ne accorge.

 

Inserita da il 22 maggio 2010