‘Da Corot a Monet, la sinfonia della natura’

Roma  - Complesso del Vittoriano fino al 29 giugno

Inserita da il 22 giugno 2010

Da Corot a Monet. La sinfonia della natura, fino al 29 giugno al Complesso Vittoriano di Roma rappresenta uno sforzo collettivo da parte prestigiosi musei di tutto il mondo, insieme ad importanti gallerie e collezioni private. Tra gli altri il The Art Institute di Chiacago, il The Metropolitan Museum of Art e The New York public Library di New York, The National Gallery of Art e il The Corcoran Gallery of Art di Washington, il Toledo Museum of Art, e Kimbell Art Museum, Museée Marmottan e Biblioteque nationale de France di Parigi, Musee Fabre di Montepellier, e ancora Hamburger Kunsthalle e The State Hermitage Museum.

All’inizio del percorso espositivo i visitatori sono accolti da un filmato in cui il poeta Valerio Magrelli offre un’interessante riflessione sulla natura, per poi essere attirati lungo un inedito excursus che rende conto dell’evoluzione della rappresentazione della natura nella pittura francese dell’Ottocento: dalle prime innovazioni ai canoni classici apportate dai pittori della Scuola di Barbizon, esplorando a fondo la rivoluzione degli Impressionisti, per arrivare al trionfo cromatico delle Ninfee di Monet.

Per la prima volta un’ampia panoramica sulla comprensione della natura attraverso lo sguardo degli Impressionisti, che con le loro straordinarie innovazioni riuscirono a rivoluzionarono la pittura tradizionale e a tracciare un significativo segno nella prospettiva culturale verso la modernizzazione del proprio tempo. L’Impressionismo è certamente un periodo storico artistico al quale sono state dedicate innumerevoli esposizioni, studi e pubblicazioni, ma questa mostra al Complesso del Vittoriano, propone per la prima volta un’analisi davvero approfondita e complessiva del rapporto tra Impressionismo e Natura e di come gli Impressionisti, con il loro linguaggio artistico innovativo, non solo abbiano reso testimonianza visiva dell’impatto della modernità sul paesaggio francese, in una coesistenza di passato e presente, ma abbiano abbracciato una nuova prospettiva olistica, che rivela il dinamismo e la contingenza di ogni sistema sociale e naturale.

Quella impressionista è una sfida al pittoresco convenzionale, sia nel virtuosismo della tecnica essenziale, sia in quello della composizione. Come spiega John House nel suo saggio in catalogo: “Le opere eseguite da Pissarro e Monet tra gli anni settanta e ottanta dell’Ottocento chiariscono ulteriormente questi temi. Negli anni settanta Pissarro realizzò una sequenza di vedute delle rive dell’Oise in cui le fabbriche giocano un ruolo prominente (vedi per es. in mostra La sente du Chou, Douai, Musée de la Chartreuse). Questa intrusione della contemporaneità equivaleva a un rifiuto delle immagini convenzionali del fiume rese popolari dai dipinti di Charles-François Daubigny, in cui le sponde verdi e nebbiose sono presentate come un rifugio incontaminato (per es. esposto Mattino sull’Oise, Oshkosh, Paine Art Center and Gardens). A un primo sguardo le fabbriche di Pissarro sembrano accomunabili alla parodistica mietitura di Renoir, ma tra le due c’è una differenza sostanziale: mentre in Renoir contava soprattutto la decisione di declinare il tema della mietitura in chiave antipittoresca, in Pissarro la rottura è provocata da un’intrusione fisica nel paesaggio stesso, quella della fabbrica sulla riva del fiume. (…) Considerato nel suo insieme, questo progetto suggerisce che la presenza della modernità può assumere molte forme e che una pittura realmente moderna dovrebbe riunire quegli elementi contrastanti che le rappresentazioni di paesaggi tradizionali avevano escluso”.

La prestigiosa esposizione conta oltre 170 opere, tra dipinti, lavori su carta e fotografie d’epoca, queste ultime mai esposte prima in Italia, e nomi –oltre ai già citati-  quali: Harpignies, Corot, Rousseau, Díaz de la Peña, Dupré e Daubigny, Courbet, Boudin e Cazin, Frédéric Bazille, Alfred Sisley etc.

La Mostra, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la partecipazione del Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione –, della Regione Lazio – Presidenza e Assessorato alla Cultura, allo Spettacolo e allo Sport -, della Provincia di Roma – Presidenza e Assessorato alle Politiche culturali -, con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Ministero degli Affari Esteri. La rassegna è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.

L’esposizione “Da Corot a Monet. La sinfonia della natura”, a cura di Stephen F. Eisenman, Ordinario di Storia dell’Arte, Northwestern University, Chicago, in collaborazione con Richard R. Brettell, Commissario Internazionale della Mostra, Ordinario di Storia dell’Arte, University of Texas, Dallas, si avvale di un prestigioso comitato scientifico composto da John House, Walter H. Annenberg Professor, Courtauld Institute of Art, Londra; Maria Grazia Messina, Ordinaria di Storia dell’Arte Contemporanea, Università di Firenze; Greg M. Thomas, Associate Professor in Art History, The University of Hong Kong, Hong Kong; MaryAnne Stevens, Director of Academic Affairs e Senior Curator, The Royal Academy of Arts, Londra; Michael Zimmermann, Deputy Director of the Zentralinstitut für Kunstgeschichte, Monaco di Baviera.

Roma – Complesso del Vittoriano

Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)

Orari: dal lunedi’ al giovedi’ 9.30-19.30; venerdi’ e sabato 9.30-23.30: domenica 9.30-20.30

Costo biglietto: 10.00 euro intero – euro 7.50 ridotto

Segreteria della mostra c/o il Complesso del Vittoriano: tel. 06/6780664 – 06/6780363