In mostra al Vittoriano di Roma 110 opere di Van Gogh

Dopo 22 anni tornano a roma i capolavori del del padre dell'Impressionismo

Torna a Roma, dopo 22 anni di assenza, il genio di Vincent Van Gogh con una mostra allestita al Complesso del Vittoriano dal 9 ottobre al 30 gennaio. Grazie a prestiti dei maggiori musei al mondo, verranno esposte oltre 110 opere tra dipinti, acquarelli disegni che coprono l’intera produzione del pittore olandese.

L’esposizione dal titolo Vincent van Gogh. Campagna senza tempo-Città moderna, è stata curata da Cornelia Homburg, autrice di approfondite ricerche sull’artista, che ha voluto evidenziare le due inclinazioni principali e dicotomiche: l’amore per la campagna, in quanto ambiente fisso e immutabile, e il legame con la città, centro della vita moderna e del suo celere movimento. Illustrare l’arte di Van Gogh secondo questa prospettiva  ha portato ad un’accurata e complessa scelta delle opere, resa possibile dal supporto di istituzioni come il Van Gogh Museum, il Rijksmuseum, il Guggenheim, l’ Hammer Museum, la National Gallery del Canada, la Tate National e il Louvre.

Il percorso espositivo prende le mosse dalla figura del genio olandese, quale uomo di raffinata cultura, profondo conoscitore dei grandi maestri che l’avevano preceduto, da Rembrandt a Eugene Delacroix, dei suoi contemporanei, tra cui Jean-François Millet, che chiamava ‘padre’ (e di cui ripeté incisioni e disegni per riprodurne le composizioni nei propri dipinti), nonché dei pittori impressionisti e post-impressionisti della sua generazione (Cezanne, Gauguin, Seraut).

A confermare questa fitta rete di rapporti e suggestioni, sarà allestita al Vittoriano una selezione introduttiva delle opere degli artisti di riferimento, con capolavori come le Lavandaie di Gauguin (dal Moma) o il bellissimo Preparazione dei covoni di Millet (dal Louvre). Nelle successive sezioni la rassegna romana penetra nel tema prescelto della contrapposizione tra l’attaccamento a una idealizzata vita rurale e l’attrazione per il dinamismo moderno e cittadino. Opere quali I piantatori di patate (dal Von der Heydt-Museum di Wuppertal) e i bellissimi disegni di contadine chine al lavoro (Kröller-Müller Stifting) descrivono i ritmi quieti e naturali della campagna francese e olandese, la vita dura, ma onesta dei contadini, per Van Gogh diventata un valore senza tempo. Ma anche la città era importante per il pittore dal punto di vista visivo, in quanto il luogo dell’esperienza contemporanea, dove il progresso industriale stava cambiando per sempre il destino dell’uomo.

E proprio lì Van Gogh imparava a esprimere il sentimento della modernità, come dimostra Carreggiata con sottopassaggio (Il viadotto), dal Guggenheim Museum. Van Gogh si dedicò di rado alla rappresentazione delle vie affollate o delle pittoresche piazze di Parigi, preferiva ritrarre le stradine dei sobborghi, all’epoca in rapido sviluppo, come negli Orti a Montmartre (dal Van Gogh Museum e dallo Stedelijk Museum di Amsterdam), inondati di luce purissima, o la gente a passeggio nei parchi pubblici, raffigurata, ad esempio, in una tela dalla Collection Noro Foundation.

Il Vittoriano presenterà anche una serie di ritratti e autoritratti. Tra questi ultimi, due tele provenienti dal van Gogh Museum, mentre è un prestito della Glasgow Art Gallery la raffigurazione del mercante d’arte Alexander Reid. Straordinario, infine, il Ritratto di Madame Roulin con il figlioletto (dal Philadelphia Museum of Art), una classica Madonna con Bambino dallo stile decisamente attuale.

Inserita da il 24 luglio 2010