Arriva Djedi a rivelare i segreti delle piramidi

Un gruppo di ricercatori britannici progetta un robot che svelerà il mistero, che da millenni, si cela dietro la grande piramide di Cheope

Inserita da il 11 agosto 2010
Un gruppo di tecnici dell’università di Leeds sferra “l’attacco decisivo” ai segreti della piramide del faraone Cheope.
L’arma segreta dell’equipe britannica, che lavora in collaborazione con il Consiglio Supremo delle Antichità egiziane, sarebbe un piccolo robot chiamato Djedi.
L’automa prende il nome dal mago che Cheope consultò durante la progettazione della piramide. Djedi dovrà oltrepassare le porte che sigillano i condotti irradianti dalla Camera della Regina e provare a svelarne il mistero.
La Piramide di Cheope a Giza, anche detta Grande piramide, è l’unica delle sette meraviglie del mondo antico che sia giunta sino a noi, nonché la più grande piramide egizia e la più famosa piramide del mondo. È la più grande delle tre piramidi della necropoli di Giza, vicino al Cairo in Egitto. Fu costruita intorno al 2570 a.C. ed è rimasta l’edificio più alto del mondo per circa 3800 anni.
Si suppone sia stata eretta da Cheope (Horo Medjedu) della IV dinastia dell’Egitto antico come monumento funebre. Al suo interno, come in molte altre sepolture dell’antico Egitto, saccheggiate dai violatori di tombe già nell’antichità, non è stata trovata alcuna sepoltura e ciò ha generato un elevato numero di teorie, circa la possibilità che le piramidi possano non essere monumenti funebri. Tali teorie restano, però, ancora prive di fondamento.
L’attribuzione della grande piramide a Cheope è deducibile dalla concordanza dei rilievi archeologici con i dati storici disponibili, costituiti dai libri dello storico greco Erodoto.