Protesta al Carrefour di Assago, alle porte di Milano, da parte dei 60 magazzinieri del Gs-Carrefour di Pieve Emanuele lasciati a casa a giugno. I dipendenti licenziati si sono presentati alle casse con i carrelli della spesa pieni di generi di prima necessità e hanno chiesto di non pagare: “In questo modo l’azienda ci anticipa parte degli stipendi arretrati che ancora ci deve e che ci servono per sfamare le nostre famiglie”. Arrivati alle casse, hanno chiesto che Carrefour anticipi parte delle retribuzioni di questi mesi che i lavoratori non hanno percepito. “L’azienda attraverso le forze dell’ordine e i responsabili di filiale si è rifiutata di anticipare parte degli stipendi dovuti ai lavoratori”. Lo afferma la Filt Cgil in una nota. I lavoratori sono da tre mesi con busta paga a zero ore e non vengono fatti rientrare dall’azienda, nonostante la sentenza favorevole del giudice del Lavoro. “La nostra proposta è di reintegrare tutti i lavoratori – ha detto Ettore Montagna (Filt-Cgil) – perché prima di tutto bisogna rispettare le sentenze. Poi si potrà discutere di cassa integrazione”. Il direttore del supermercato ha avviato la trattativa invitando gli ex dipendenti a desistere: in caso contrario, ha spiegato, li avrebbe denunciati per furto. Nel frattempo è arrivata la polizia, ma la situazione non è mai degenerata. I carrelli sono stati lasciati all’interno e fuori dall’ipermercato è cominciato il volantinaggio fra i clienti. Tra le iniziative di protesta e sensibilizzazione è previsto anche l’invio di una lettera all’arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi.

