Partita incredibile (in negativo) quella che ha visto Andreas Seppi opposto a Granollers numero 92 della classifica ATP. Pronti via e l’altoatesino si porta 2 set a 0 sciorinando bel gioco e concretezza nei momenti decisivi del match, pochissime palle break concesse e subito concretizzate quelle avute a disposizione. Poi improvvisamente cala il sipario sull’azzurro, come se fosse entrato in campo il gemello scarso: lo spagnolo alza il livello del suo gioco e’ vero, ma dall’altra parte della rete scompare il giocatore dei primi due set per apparire un giocatore falloso e timoroso e cosi l’iberico si aggiudica facilmente il terzo e quarto parziale per poi brekkare nel set decisivo al quinto e nono gioco l’italiano. OUT ANCHE STARACE - Non si puo’ certamente dire che Starace non abbia lottato contro il piu’ quotato avversario (numero 16 classifica ATP) ma alla fine i valori in campo sono emersi tutti. Dopo un primo set dove il partenopeo brekkava due volte l’avversario per poi aggiudicarsi il set, nel secondo (e per tutti i successivi set) Almagro alzava decisamente il livello del suo gioco e sopratutto del servizio. Alla fine servira’ prime palle con una percentuale vicina al 70% andando oltre i 30 aces in tre set ; ma nonostante questo l’azzurro si e’ ben comportato avendo avuto a disposizione nel secondo set palle break ma annullate dallo spagnolo e soprattutto si puo’ rammaricare per il tiebreak del quarto set in cui da una situazione di vantaggio di 3-1 poi diventata 4-3 perdeva il set a 5 punti. Si conclude cosi’ la campagna statunitense per gli azzurri, non pretendavamo molto di piu’ ma certamente non la possiamo giudicare sufficente. Se ieri Fognini perde da Verdasco resta il rammarico di un match e di precedenti che potevano fare sognare i tifosi del ligure, ma vedere sprecare due set a zero da Seppi contro lo spagnolo non certamente piu’ temibile del lotto degli iberici presenti qui agli US Open, beh questo dovrebbe fare pensare sul reale valore del tennis maschile italiano su queste superfici, che ricordiamo sono circa il 70% del totale delle superfici su cui si svolgono i tornei dell’Atp. Forse quella programmazione che si richiede da tempo per far emergere un azzurro almeno nei top 30 la si potrebbe fare presente a chi di dovere dei vari entourage dei nostri.

