Come curare in casa una pianta grassa?

Tra tutte le varietà non richiedono cure particolari. L'importante è esporle sempre alla luce

Come ogni anno con l’arrivo dell’ inverno cominciamo a preoccuparci come difendere le nostre piante dal freddo.
E chi possiede piante grasse? Come comportarsi per non lasciarle morire? Tra tutte le varietà quelle grasse, con le loro diversità, sembrano portare una nota di colore alla casa, ed offrire il vantaggio di non richiedere cure particolari. Per conoscerle meglio ci avvaliamo dei preziosi consigli di Ciro Di Prisco funzionario tecnico e curatore dell’area delle piante officinali e etnobotaniche presso l’Orto Botanico di Napoli. “Per un lungo periodo mi sono occupato anche di piante succulente quelle che sono dette comunemente “piante grasse”. “Nel nostro Orto Botanico ospitiamo circa 10mila specie per un totale di 25mila piante. Non abbiamo un numero ben preciso, però, di piante succulente poiché varia a seconda dei periodi.”.

Quali particolarità presentano le piante grasse?

“È possibile individuare una pianta succulenta già dal suo aspetto visivo. In alcune parti del corpo come il fusto o le foglie presenta un accumulo di liquidi. Ciò ne determina un aspetto carnoso. Si tratta di succhi linfatici che vengono accumulati e consumati, poi, nei lunghi periodi di mancanza di acqua. Queste, infatti, sono piante che vivono in ambienti semidesertici. Alcune piante succulente presentano spine, altre no. Esse rappresentano una forma di difesa poiché alcune piante, nel corso del tempo, si sono ritrovate in ambienti più ostili rispetto a quelli di provenienza. Ci sono alcune specie, ad esempio, che vivono in ambienti di sottobosco e che, all’improvviso, si trovano a vivere in un’area che va desertificandosi. Per cui alcune specie si ritrovano in un ambiente diverso dove le nuove generazioni di piante tendono ad adattarsi. Le spine, in realtà, non sono altro che parti di piante trasformate. Alcune specie che non presentano spine ma solo foglie possono essere velenose, o produrre un succo amarissimo come l’aloe. Una caratteristica di difesa delle piante succulente è il mimetismo vegetale. Molte specie, infatti, si confondono con l’ambiente come il “Lithops”, “piante ciottolo” dal diametro non più di due centimetri e dalle sembianze di sassolini o come quelle appartenenti alla specie della “Fenestraria” difficile da vedersi perchè vivono un paio di centimetri al di sotto della sabbia e si rende visibile solo quando fiorisce”.

Quali scegliere da potere curare in casa?

“Attraverso un lungo percorso evolutivo, le piante succulente riescono ad adattarsi facilmente a tutti gli ambienti. Considerando, poi, che la maggior parte di esse che si acquistano provengono da serre possiamo dire che ormai quasi tutte le specie è possibile curarle in casa purchè vengano osservati alcuni principi fondamentali necessari a rendere corretto il loro ciclo vegetativo: l’umidità, la temperatura dell’aria, l’esposizione solare e la scelta della specie da coltivare.

Innaffiarle spesso o molto raramente e la mancata esposizione alla luce possono essere tra i fattori che possono determinare la morte di una pianta.

Tra le numerosissime varietà, le più comunemente coltivate in appartamento sono la Mammillaria, piantine grasse a forma di palloncino, soggette anche a fioritura; le Cactaceae, le Liliaceae, le Agavaceae, l’Echinopsis, l’Espostoas, l’Euforbia denominata anche “Spina di Cristo”.

Di solito le piante grasse si acquistano in piccoli vasetti contenenti terriccio torboso, molto leggero, che i vivaisti utilizzano poiché esse crescono rapidamente”.

Un consiglio per invasare le piante succulente quale potebbe essere?

“È possibile creare, da soli, il terriccio adatto alla crescita delle piante succulente, formando un miscuglio tra terreno di giardino, cioè terra comune con terra di bosco e sabbia. Quest’ultima va impiegata in una dose al 50%, mentre la terra comune e quella di bosco al 25%. Ma è possibile sostituire quest’ultima con del terriccio comunemente in vendita. Al tutto va aggiunto una dose di concime. Un terreno dunque con un’alta capacità di drenaggio in modo da proteggere le piante da ristagno e umidità. È consigliabile invasare la piantina in un vaso di terracotta rispettando lo stesso piano di coltivazione del vaso precedente. Ponendo la piantina troppo in basso c’è il rischio di far inumidire troppo le radici, sistemandola troppo in alto esponiamo all’aria parte delle radici e quindi potrebbe disidratarsi. Subito dopo va sistemata in un luogo molto luminoso, possibilmente all’esterno. Tutto, però, dipende dal clima e dalla specie. Alcune piante succulente hanno bisogno di molto caldo e quindi d’inverno vanno innaffiate pochissimo e devono essere maggiormente protette. Possono essere esposte anche all’esterno, durante la stagione invernale, purchè riparate. È importante esporle sempre alla luce e non tenerle in casa in luoghi bui dove tenderebbero a deformarsi. Se tenute in casa, in un salone ben illuminato, durante l’inverno, dovranno essere esposte all’esterno, in primavera, ma solo gradatamente”.

Un ‘ultima accortezza da osservare è quella di ruotare la pianta completamente e gradualmente ogni settimana in modo da evitare la crescita in direzione del sole.

Inserita da il 6 ottobre 2010