Solo il 20% dei bambini gioca all’aperto

Città sempre meno a misura di bimbo. Secondo i pediatri sarebbe utile lasciarli andare a scuola da soli

Inserita da il 21 ottobre 2010

In occasione del del 66mo congresso nazionale della Società italiana di pediatria, tenutosi a Roma, è stato rilevato che l’80% dei bambini non gioca più all’aperto.
“La differenza più importante fra l’essere bambino ieri e oggi è la scomparsa del tempo libero - rileva Francesco Tonucci, responsabile del Progetto Internazionale Città dei Bambini del CNR - la possibilità di uscire di casa da soli per incontrarsi con amici, scegliere con loro un gioco e un luogo adeguato, vivere insieme, anche se dentro il confine di regole dettate dalla famiglia, le esperienze dell’avventura e del rischio”.
Possiamo dunque parlare di città  sempre  meno a misura di bambino. “Preparano per i bambini spazi separati e specializzati come giardinetti o ludoteche – continua – ma sono sempre spazi protetti e vigilati da adulti. In altre parole sta scomparendo il tempo libero e il gioco spontaneo”.
Secondo i pediatri i bambini stanno perdendo la loro autonomia di movimento e questo potrebbe avere conseguenze negative. “I nostri figli, perdendo la possibilità di movimento spontaneo che solo il gioco libero può garantire – conclude - e passando molto tempo tra i banchi di scuola o davanti ad uno schermo, sono sempre più obesi. Non potendo vivere esperienze autonome non conoscono l’esperienza dell’ostacolo, del rischio, del successo, nei tempi e nei  modi giusti. L’impossibilità di queste esperienze forti, impossibili alla presenza di adulti vigilanti, produce un accumulo di desiderio che potrà realizzarsi solo quando i bambini non saranno più bambini, ma adolescenti”.
E’ utile che i genitori offrano ai propri figli uno spazio quotidiano di tempo libero, concedano loro la possibilità di andare con gli amici a scuola, a giocare o a recarsi in un negozio a fare acquisti.