Chi ha paura di Facebook?

Il famoso social network ad accesso gratuito è il secondo sito internet, dopo Google, più visitato al mondo

Facebook è un sito web di reti sociali ad accesso gratuito: il nome deriva dagli annuari delle scuole statunitensi, che vengono pubblicati all’inizio dell’anno accademico e, che poi, vengono distribuiti agli studenti e al personale delle facoltà, per conoscere le persone presenti.
Fondato il 4 febbraio del 2004 dal diciannovenne Mark Zuckerberg, all’epoca studente all’università di Harvard, si estese in poco tempo in molti campus.
Con gli anni persone con indirizzo di posta elettronica e dominio universitario, acquisirono i requisiti per parteciparvi.
Il 27 febbraio del 2006, si sviluppò anche tra scuole superiori ed aziende. Lo scopo primario era mantenere i contatti tra studenti di diverse università, ma in seguito ha abbracciato trasversalmente tutti gli utenti internet.
E’ uno strumento potente ed un evento di portata mondiale, che coinvolge circa 600 milioni di utenti. Questo social network è divenuto un fenomeno di costume ed ha permesso di sviluppare un’ottica più sociale e collettiva del web. Prima esistevano chat e blog; ora c’è una sorta di condivisione di pareri.
Nel 2007 la Microsoft ne acquista una quota del valore di 240 milioni di dollari ed un gruppo di investitori russi ne compra una di 200 milioni di dollari.
A inizio 2010 l’azienda è stata valutata 14 miliardi di dollari, arrivando a giugno a 25 miliardi.
Il guadagno deriva dalle pubblicità. Mette a disposizione degli advertiser e dei marketer la possibilità di indirizzare messaggi pubblicitari in maniera capillare.
Difatti i social network esercitano una significativa influenza sul potere decisionale preliminare agli acquisti. In Italia il boom arriva nel 2008: ora sono 19 milioni gli iscritti, ossia il 32% della popolazione. Il 63% di quelli che usano internet hanno un profilo su Facebook. I profili contengono fotografie, liste di interesse personale, vengono scambiati messaggi. La visione dei dati del profilo è ristretta ad amici che lo stesso profiler accetta.
Inizialmente Facebook consentiva di poter disattivare l’account per non renderlo più visibile nei motori di ricerca. Dal 28 febbraio del 2008 c’è un’opzione che cancella permanentemente i dati dell’utente dal server del sito. I contenuti pubblicati come foto, video o commenti, sono proprietà del sito, ma esso non ne è responsabile e rifiuta di censurarne o limitarne la visibilità.
A partire da maggio 2005 c’è stata una revisione della gestione della privacy, che aumenta la chiarezza con cui l’utente può gestire l’impostazione degli effetti della privacy sul profilo.
Secondo il codice italiano per la protezione dei dati personali, l’utente ha diritto ad informazioni in merito al trattamento dei propri dati, di chi ne entra in possesso, di poterne vietare la circolazione e di rendere definitiva la propria cancellazione, a seguito della quale il sito deve distruggere copie dei dati in possesso o richiedere a terzi che li posseggono di cancellarli a loro volta.
Con Facebook assistiamo all’evolversi di un nuovo trend che fa pensare ed agire con nuove regole, che rende corresponsabili le opinioni di tutti.

Inserita da il 27 novembre 2010