Israele: Ariel Sharon torna a casa, sarà curato nel suo ranch

Da quasi cinque anni l’ex premier israeliano giace in coma vegetativo permanente. Il suo ranch adeguato alle sue condizioni di salute

Inserita da il 12 novembre 2010

Ariel Sharon sarà trasferito nel suo ranch di Sycamore, nello Stato del Negev situato nella parte meridionale di Israele. L’ex primo ministro israeliano, in coma vegetativo dal 2006 sarà dimesso dall’ospedale di Tel Hashomer, dove era ricoverato da quattro anni. A riferirlo il quotidiano Yedioth Ahronot. Lo stato di salute dell’ex premier – riferiscono fonti sanitarie – rimangono comunque stazionarie.

Nei giorni scorsi, il suo ranch era stato preparato e organizzato per accogliere Sharon. Le apparecchiature mediche necessarie per tenerlo in vita sono state impiantate all’interno dell’abitazione. Per trasportare il letto al secondo piano è stato costruito un’ ascensore apposito.

L’ex premier israeliano fu colpito da un ictus il 4 gennaio del 2006. Da allora non si è più ripreso. Da quattro anni stazionava sul letto di una clinica di Tel Aviv, in uno stato vegetativo permanente. Dopo vari interventi chirurgici effettuati, le condizioni di salute dell’ex premier israeliano non sono affatto migliorate in tutti questi anni.

Ariel Sharon, 82 anni, per sei anni (dal 2001 al 2006) ha ricoperto il ruolo di primo ministro dello Stato di Israele. Figura controversa del panorama politico israeliano. Rimane celebre l’episodio risalente al 2002, quando si recò sulla spianata delle moschee di Gerusalemme con una folta scorta militare. Il suo gesto venne visto come una provocazione e scatenò la reazione dei palestinesi. Per tre ore la polizia israeliana dovette affrontare l’ira palestinese, che rispose alla provocazione di Sharon con il lancio di pietre. La visita dell’allora premier israeliano fu la scintilla che accese la miccia palestinese e scatenò quella che venne chiamata “Seconda Intifada” La cosiddetta goccia che fece traboccare un vaso già colmo di ostilità e inimicizie, che minarono per sempre gli accordi presi anni addietro a Camp David (Il Trattato di Pace Israelo – Palestinese) e che denotò l’incapacità politica di giungere ad una svolta concreta nel processo di pace tra israeliani e palestinesi.