2011: addio sacchetti di plastica

A conti fatti la busta usa e getta fa male all’ambiente e al portafogli

L’era del sacchetto di plastica, inquinante e non sostenibile, si è conclusa.
Il 2011, con il divieto di ‘circolazione’ dei sacchetti non biodegradabili per ‘l’asporto delle merci’, per il WWF segna un punto di svolta: dopo 50 anni si prendono la rivincita quegli strumenti utilizzati dalle nonne come le sporte in tela, i carrelli della spesa, le retine che hanno tutte il pregio di poter essere riutilizzate tantissime volte a beneficio dell’ambiente e del portafogli.
“L’Italia ha il record nei consumi delle buste di plastica, con oltre il 25% del totale dei sacchetti consumati nell’Unione Europea, corrispondenti a 260.000 tonnellate di plastica (poco meno di  400 sacchetti di plastica a testa) – ha dichiarato Eva Alessi, responsabile sostenibilità del WWF Italia-. I sacchetti usa e getta sono oggetti che hanno avuto negli anni  un pesantissimo impatto ambientale: a fronte di una vita media di utilizzo di circa 20 minuti impiegano molti secoli per essere degradati rilasciando sostanze tossiche e bioaccumulabili nell’ambiente e contaminando acque e suoli e, conseguentemente, entrando nelle catene alimentari del pianeta. Le alternative ci sono, pratiche e convenienti sia per l’ambiente che per il portafogli: è solo questione di abitudine”.

L’addio allo shopper di plastica è stato salutato con favore dal WWF che da anni promuove e appoggia iniziative volte a proporre soluzioni di riduzione dei rifiuti e alternative alla sporta di plastica con sporte “durevoli” in cotone e altri materiali.  
La soluzione, infatti, sta nell’abolire o ridurre al minimo le sporte usa e getta e privilegiare sempre oggetti che abbiano invece caratteristiche di riutilizzabilità.

Secondo i dati dello State of the Word 2010 sono 1,9 i milioni di chili di plastica che finiscono ogni ora negli oceani del pianeta dove vengono scambiati per cibo da diverse specie marine, particolarmente da quelle che si nutrono di meduse o calamari, prede che somigliano ai sacchi di plastica quando galleggiano in acqua. Tra le numerose specie minacciate sicuramente le tartarughe marine e i mammiferi marini.

Inserita da il 5 gennaio 2011