Venezia, bambina cacciata da scuola. La famiglia non ha i soldi per pagare i buoni pasto

Il sindaco della città respinge proposta dell'Assessorato ai servizi sociali e " impone che la bimba mangi a casa se non può comprare i buoni pasto"

Inserita da il 16 febbraio 2011

Ha solo quattro anni la bimba senegalese costretta ad uscire prima da scuola perchè i genitori, in difficili condizioni economiche, non le hanno potuto pagare i buoni pasti. La denuncia è arrivata dal segretario regionale veneto dell’Udc Antonio De Poli. “Veramente un brutto fatto di cronaca”, sottolinea De Poli, che ha presentato anche un’interrogazione parlamentare in cui si critica aspramente il comportamento di Massimo Sensini, sindaco leghista di Fossalta di Piave, in provincia di Venezia. “La decisione, spiega De Poli, è di continuare ad assicurare il pasto alla bimba, finché non interviene il sindaco sostenendo come i pasti già consumati vadano pagati”. L’assessorato ai Servizi sociali ha avanzato la possibilità di una contribuzione straordinaria alla famiglia per l’acquisto dei buoni pasto, ma il sindaco ha respinto la proposta, e “impone che la bimba vada a mangiare a casa se non può acquistare i buoni pasto”. La bambina, dunque, è costretta ad uscire con anticipo da scuola nella speranza che qualcuno, per solidarietà, decida di acquistare per lei tre blocchetti di buono pasto.

“Una vicenda - conclude De Poli – vergognosa e gravissima, che mostra il volto di una Lega ottusa, razzista e arrogante. Quel sindaco dovrebbe vergognarsi. Zaia prenda posizione su questo fatto disgustoso”.