Marea Nera nel Golfo del Messico, i soccorritori si ammalano

E' passato un anno dal disastro ambientale nel Golfo del Messico. La marea nera è stata arginata, ma i soccoritori hanno iniziato ad ammalarsi

Inserita da il 19 aprile 2011
Golfo del Messico

Golfo del Messico

A un anno dal disastro della petroliera Deepwater Horizon accaduto nel Golfo del Messico il 20 aprile del 2010: la marea nera è stata arginata ma continua a colpire le persone della zona. Una malattia misteriosa continua a far preoccupare gli abitanti, soprattutto quelli della Louisiana. I soccorritori vivono da mesi nel terrore vedendo espandersi quella che sembra essere un’epidemia causata, quasi sicuramente, dal benzene che si respirava un anno fa.

«Un mese dopo aver iniziato a lavorare su una delle chiatte dei soccorritori – racconta Jamie Simon, uno dei soccoritori – ho cominciato ad avere sangue dal naso e mal di testa, e i sintomi non sono mai migliorati, anzi se ne sono aggiunti degli altri». Secondo quanto rivela un medico locale, a Raceland, la città dove abita il giovane, sarebbero una sessantina le persone che hanno accusato gli stessi sintomi. Un dato che fa pensare. «Il metodo federale ha un grosso difetto – aggiunge a questo proposito Bernard Goldstein, tossicologo dell’università di Pittsburgh – Nessun programma per il monitoraggio sui lavoratori è iniziato prima di sei mesi dall’incidente, e tutte le tecniche sviluppate per verificare l’esposizione non servono a niente se si aspetta così tanto per fare i test. Il benzene, ad esempio, dopo quattro mesi scompare dal sangue».

Gli scienziati rilevano valori di benzene nel sangue di pescatori e soccorritori superiori di 36 volte rispetto alla media, e lanciano l’allarme: «Stiamo vedendo sempre più persone ammalarsi – racconta la biologa Wilma Subra – ed è chiaro che l’esposizione continua alle sostanze tossiche è la prima responsabile».