Paul Cezanne viene considerato il padre del cubismo. A tal proposito, significativo è il contenuto di una lettera che l’artista avrebbe inviato al pittore e amico Emile Bernard. Nella lettera, infatti, Cezanne riteneva che bisognava trattare la natura attraverso l’uso di figure geometriche: il cono, la sfera e il cilindro.
Invece, l’iniziatore del movimento fu Pablo Picasso, colui che creò la prima opera di questo movimento. Influenzato da i dipinti di Matisse e Derain, esponenti principali del movimento fauve, diede vita ad un’opera capitale della storia dell’arte occidentale: “Les demoiselles d’Avignon”. L’opera segna un punto di svolta. Non solo dà inizio a nuove forme ma anche ad un diverso modo di pensare al linguaggio artistico. Il dipinto, visto nel suo complesso, non sembra completo come se si trovasse ancora in uno stato provvisorio. Il titolo allude proprio al soggetto dell’opera. L’ Avignon infatti era una strada nota della Spagna, famosa proprio per la prostituzione.
Si rifà a Cezanne ma con spirito opposto. Infatti, mentre il pittore francese cerca di arrivare ad una composizione unitaria e armonica, Picasso infrange la composizione. Le immagini vengono decostruite nei loro piani plastici in base a ciò che l’artista sa di esse.
Il cubismo si divide convenzionalmente in due periodi: il cubismo analitico, dal 1909 al 1912, e il periodo sintetico, dal 1912 al 1914. Nella prima fase si attua la scomposizione del soggetto raffigurato. L’immagine prodotta diventa l’esito di una rielaborazione mentale dell’esperienza visiva. Al contrario la fase sintetica tende a riassumere le scomposizioni in un’unica visione.
Tra gli artisti cubisti si distingue Georges Braque che realizzò il primo papier collé con l’opera Fruttiera e bicchiere. Si registrano così due conseguenze: l’affermazione dell’opera come idea e un nuovo rapporto tra l’uomo e i materiali offerti dall’ambiente.

