XIII Settimana della Cultura in Sardegna

Un'isola da ammirare, e non solo per il suo mare

Inserita da il 16 aprile 2011
Maria Assunta Lorrai

Maria Assunta Lorrai

La Sardegna è ancora poco conociuta dal punto di vista del patrimonio di beni artistici, su cui sicuramente il turismo e la fruizione culturale dovrebbero puntare molto di più.

Non a caso lo slogan di questa edizione della Settimana della Cultura, la tredicesima, è: “La cultura è di tutti: partecipa anche tu”. Significa che non devono esistere confini né barriere per chi ha voglia di conoscenza, che la cultura non è un bene privato ma collettivo, che va di volta in volta scoperto e valorizzato, offrendo a tutti una opportunità di arricchimento culturale.

I territori sardi sono caratterizzati da specificità e ricchezze che li rendono unici: tutto ciò andrebbe equiparato alle spiagge per cui l’isola è attualmente famosa e citata. Quest’anno, la Settimana della Cultura investe molto sui beni archeologici dell’isola e perchè la sua fama possa accrescersi, e perchè gli appassionati possano posare lo sguardo sulla Sardegna e ammirarla anche sotto un altro aspetto: quello culturale. Per questo, tante sono le iniziative promozionali tese a valorizzare e far conoscere il territorio e i suoi tesori, archeologici, architettonici, storico artistici e paesaggistici.

“Non mi stancherò di ripetere – dice Maria Assunta Lorrai, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Sardegna – che per esprimere al meglio l’importanza di questo patrimonio è necessario che siano coinvolte tutte le istituzioni presenti sul territorio, ognuna con il suo ruolo; è infatti fondamentale il confronto fra chi (istituzioni pubbliche e private, Regione ed Enti locali) è interessato a realizzare, anche attraverso i nuovi sistemi di gestione, già previsti dalle leggi, progetti tendenti ad evidenziare le originalità del territorio della regione, per realizzare una efficiente e moderna gestione dei beni culturali e concretizzare la loro valorizzazione, producendo, di conseguenza, ricchezza, cioè posti di lavoro.”