martedì, 22 maggio 2012 - S. Giulia, Rita da Cascia, Valente
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Debellare Alzhaimer e Parkinson con un cervello umano virtuale

L’Università di Pavia è tra i gruppi di ricerca coinvolti nel progetto HBP - Human Brain Project, ideato dal prof. Henry Markram (EPFL, Losanna) e presentato al Politecnico di Torino

Il progetto si propone di comprendere i principi funzionali del cervello umano, costituito da 100 miliardi di neuroni e da un milione di miliardi di sinapsi, sfruttando modelli e simulazioni operate da un supercomputer. Il fine è trovare nuove cure alle principali malattie degenerative delle cellule celebrali: Alzhaimer e Parkinson.
L’Italia si propone per un ruolo di primo piano nel progetto, candidato all’attribuzione di uno dei due finanziamenti da 1 miliardo di euro previsti dall’ICT FET Flagships Initiative dell’Unione Europea.
“Entro il 2023 potremo trovare nuove cure per le malattie mentali con un simulatore che riprodurrà integralmente un cervello umano, emozioni comprese”: Henry Markram, del Brain Mind Institute dell’École Polytechnique di Losanna, lo sostiene con convinzione, nel corso della presentazione italiana di HBP – Human Brain Project, progetto di dimensioni europee che si propone di riprodurre un “cervello artificiale” grazie all’uso di supercalcolatori.
Il cervello umano si comporta come un computer super performante, energeticamente autonomo, capace di ripararsi da solo e di auto apprendere. La scienza, allo stato attuale, ha compreso moltissimi aspetti del funzionamento del cervello e, dall’altra parte, ha sviluppato macchine di calcolo potentissime.
Mettendo insieme le conoscenze neurologiche che i ricercatori hanno acquisito sul funzionamento delle molecole celebrali, le cellule, i circuiti neuronali e quelle sui più potenti database attualmente sviluppati grazie alle tecnologie ICT, si può costruire un simulatore biologicamente molto dettagliato dell’intera attività del cervello umano.
Ciò permetterebbe di trovare nuove cure per le principali malattie degenerative delle cellule cerebrali, come Alzhaimer e Parkinson, ma anche per patologie dovute ad altri meccanismi, come la schizofrenia e l’autismo.
Accedere al finanziamento dell’Unione Europea a cui si candida il progetto potrebbe permettere un’accelerazione sostanziale e il raggiungimento degli obiettivi in tempi rapidi. HBP è già stato selezionato tra i sei progetti candidati all’ICT FET Flagships Initiative dell’Unione Europea per iniziative di ricerca particolarmente significative per portata e competenze multidisciplinari espresse. I progetti finanziati saranno due e ciascuno riceverà una dotazione economica da parte dell’UE di 1 miliardo di euro in dieci anni. L’Italia è attualmente presente con sei ricercatori nel gruppo di oltre 150 scienziati che stanno lavorando alla predisposizione della proposta di finanziamento per il progetto HBP.
Un progetto che potrebbe portare a benefici sociali enormi. Questi modelli aiuteranno infatti a comprendere le cause profonde delle malattie neurologiche e a diagnosticarle già dai primi sintomi, quando è più facile curarle. Sarà anche più semplice e meno costoso sperimentare l’effetto di nuovi farmaci, limitando la sperimentazione animale ed umana.
Questi rilevanti risultati medici avranno anche delle conseguenze importanti dal punto di vista economico, considerato che le malattie neurologiche costituiscono una delle principali voci di spesa nei bilanci della sanità dei paesi europei.
In ultimo, un aspetto considerevole del progetto sarà quello della rivoluzione tecnologica che potrebbe produrre, rendendo possibile la realizzazione di robot, computer, sensori, estremamente più potenti e performanti, dotati di un’intelligenza “quasi umana”.

Autore Pubblicato il 26/05/2011 Redazione Universy.it

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  • Pubblicato 26/05/2011
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