La Cacyreus marshalli, meglio conosciuta come Licenide dei gerani, è una piccola farfalla originaria dell’Africa meridionale (Sudafrica, Mozambico), che a causa dell’innalzamento della temperatura terrestre, e degli intensi scambi commerciali con i paesi africani, si è oramai spostata verso le latitudini settentrionali, giungendo, sulla penisola italiana, perfino in Piemonte ed in Lombardia.
Questa specie, che nelle zone di origine non causa danni particolari, in Europa è diventata un vero flagello per i gerani coltivati, appartenenti ai generi Pelargonium.
È apparsa per la prima volta in Europa, e più precisamente in Spagna (Isola di Maiorca) nel 1990 a seguito dell’importazione di gerani dal Sudafrica che contenevano uova o larve del lepidottero.
In Italia sono stati avvistati i primi esemplari nel 1996 nei pressi di Roma.
Da un paio di anni (dal 2003) è molto diffusa in Sicilia e specialmente nella città di Palermo, dove si sta iniziando uno studio ricerca per valutarne la diffusione ed individuare la migliore metodologia di lotta. Dall’estate 2007 la sua presenza ha avuto un forte incremento anche in Toscana.
Il ciclo biologico dell’insetto si svolge tra 30 e 60 giorni.
A fine agosto, dopo la copulazione, la femmina depone le uova sul geranio, prediligendo le infiorescenze e i boccioli fiorali.
Dopo la schiusa la larva scava un foro nel bocciolo per portarsi all’interno della pianta oppure erode la pagina inferiore delle foglie, nutrendosene fino allo sviluppo dell’ adulto, attraverso 4 stadi larvali che durano circa 8 giorni ciascuno. Nell’arco di un anno si possono contare fino a 5-6 generazioni.
Il ciclo vitale è influenzato dall’aumento della temperatura ambientale che accelera la proliferazione di questa specie. Con una temperatura di 20 °C, infatti, la larva impiega circa 30 giorni per svilupparsi, mentre lo stadio di crisalide dura un paio di settimane e quindi l’intero ciclo biologico dura circa 60 giorni, mentre a 30 °C la durata del ciclo si riduce alla metà.
Vista la notevole nocività della C. marshalli, l’Organizzazione Europea per la Protezione delle Piante ( OEPP) ha inserito questa specie nell’elenco A2 dei parassiti animali da quarantena.
In Sud Africa la C. marshalli ha diversi limitatori naturali e per questo in Europa sono in corso ricerche per mettere a punto tecniche di lotta biologica, attraverso l’impiego di insetti predatori o parassiti, come ad esempio il Trichogramma evanescens Westwood che si sviluppa a spese delle uova della C. marshalli. In Italia, purtroppo, non essendoci antagonisti naturali di questa specie, l’unico metodo di lotta è l’impiego di insetticidi. Si sono rivelati efficaci fornendo buoni risultati, con un soddisfacente contenimento della specie:
trattamenti con Bacillus thuringioensis var. kurstaki e spinosad, o di sintesi come, thiacloprid, fenitrothion ripetuti 3 volte a cadenza settimanale a fine estate;
trattamenti indirizzati contro uova e larve neonate con clorpirifos metil e contro le larve nella fase endofitica con insetticidi citotropici (esteri fosforici).
trattamenti con piretroidi (alfametrina , lambdacialotrina) e di regolatori di crescita (esaflumuron).

