Morto Bin Laden, Al Qaeda pensa al suo erede

La rete terroristica è già in moto per nominare il successore di Osama. Due i nomi in lizza: Al Zawahiri e Al - Libi

Inserita da il 5 maggio 2011
Al Zawahiri e Osama Bin Laden

Al Zawahiri e Osama Bin Laden

Un detto proverbiale dice: “morto un papa se ne fa un altro”. Togliendo il papa e inserendoci la parola terrorista, il motto diventa: “morto un terrorista, se ne fa subito un altro”. Infatti, l’ormai defunto Osama Bin Laden, ricercato da circa un decennio dall’intelligence americana e stanato quattro giorni fa in un compound di lusso in un piccolo villaggio pakistano, lascia il posto al suo successore.

La rete terroristica da lui tessuta con pazienza e ingegno ancor prima che le Torri Gemelle di New York venissero colpite e abbattute, ancor prima che la guerra in Iraq e poi in Afghanistan sconvolgessero diversi equilibri geopolitici, non è morta con l’uccisione del suo capo numero uno. Come una sorta di Medusa della mitologia greca, Al Qaeda può essere paragonata alla Gorgone mozzata da Perseo. Essa vive nonostante tutto.

Chi sarà il degno sostituto di Osama Bin Laden? Due sono i nomi in lizza: Ayman al Zawahiri e Abu Yahya al – Libi. Il primo, egiziano e di professione medico, ha condiviso l’avventura qaedista mantenendo accesa in tutti questi anni la fiamma della propaganda. Il secondo, più soft negli atteggiamenti ma non nella sostanza, come indica il nome stesso, viene dalla Libia e si è fatto strada dentro il Gruppo Combattente Libico. Dopo i suoi lunghi studi coranici in una Madrasà della Mauritania si è trasferito in Afghanistan e lì è rimasto. La sua permanenza sul territorio afgano gli ha permesso di venire a contatto con la nascente rete terroristica messa in piedi da Bin Laden. Considerato fine ideologo dell’ortodossia e della purezza religiosa, Al Libi potrebbe essere il prossimo capo spirituale di Al Qaeda. Ma un nome preme più di tutti, quello di Al Zawahiri.

Occorrerà aspettare un po’ di tempo prima che Al Qaeda nomini il suo successore. Intanto, ciò dimostra la vitalità di una rete in continua espansione, nonostante la caduta della sua guida spirituale. Forse è proprio questo aspetto vitale ed energico che dovrà spingere gli Usa ad innalzare e rafforzare i controlli, a dispetto di quanto dichiarato qualche giorno fa a proposito della morte del nemico pubblico numero uno: “Il mondo è un posto più sicuro dopo l’uccisione di Bin Laden”.