Il Brasile ha riconosciuto l’unione civile per le coppie omosessuali, che nel Paese sono circa 60 mila, assicurando loro gli stessi diritti delle coppie eterosessuali.
I dieci giudici supremi si sono espressi all’unanimità, nonostante la feroce opposizione della Chiesa cattolica; il Brasile, infatti, è il più grande Paese cattolico del mondo.
“Coloro che hanno scelto l’unione omosessuale non possono essere cittadini di seconda classe”, ha detto il giudice Carmen Lucia, dando il suo voto a favore dell’unione civile.
“In assenza di una legge che regolamenti il matrimonio degli omosessuali, il riconoscimento dell’unione civile da parte della Corte suprema era il massimo che si poteva ottenere – ha spiegato il giudice Maria Berenice Dias -. Questo vuol dire che il giudice non potrà negare a queste coppie i loro diritti”, come la pensione, l’eredità e l’adozione dei bambini.
Il primo Paese dell’America Latina a legalizzare il matrimonio omosessuale su tutto il territorio nazionale fu l’Argentina, seguita da Uruguay e Città del Messico, che riconoscono pari diritti alle coppie omosessuali.

