Tra i 110 corpi ripescati nelle acque del Volga, ci sono quelli di 30 bambini, tutti vittime dell’affondamento della “Bulgaria”, la nave da crociera colata a picco domenica.
Secondo il ministero per le Emergenze, a bordo c’erano 208 persone, nonostante la nave non potesse trasportarne più di 120. Le licenze per il trasporto passeggeri sarebbero inoltre risultate scadute.
L’ultimo bilancio parla di un’ottantina di sopravvissuti (50 passeggeri, 23 uomini di equipaggio e 6 persone assenti persino dalla lista dei viaggiatori).
Le cause dell’incidente sono ancora da accertare: “Bulgaria” è naufragata domenica mattina intorno a mezzogiorno ora italiana nel Tatarstan, a circa 800 chilometri ad est di Mosca, in una zona in cui il fiume Volga è profondo una ventina di metri. E’ colata a picco in appena otto minuti.
I sopravvissuti hanno denunciato le mancanze dell’imbarcazione: “Non c’era alcuna indicazione sul luogo dove si trovassero i giubbotti di salvataggio”, ha raccontato una donna sfuggita alla morte.

