Caldo record in Italia

Temperature africane per Messina, Rieti, Bologna, Bolzano, Perugia e Pescara

Inserita da il 10 luglio 2011

Sarà una settimana di fuoco per l’Italia, investita da un’ondata record di calore che interesserà soprattutto alcune città, tra cui Messina, Rieti, Bologna, Bolzano, Perugia e Pescara. Per loro, la Protezione Civile ha previsto il massimo livello d’allarme (il 3).

Livello 2 a partire da domani anche per altre 7 città: Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Latina, Palermo, Roma e Trieste.

In queste giornate i consigli della Protezione civile sono di non uscire nelle ore più calde, dalle 12.00 alle 18.00, soprattutto per anziani, bambini, persone non autosufficienti o convalescenti; bere tanto e mangiare molta frutta e verdura; evitare bevande alcoliche e caffeina; indossare abiti e cappelli leggeri; in casa mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi (un buon ventilatore è da preferire ad un condizionatore spinto al massimo).

Il caldo record opprimerà l’Italia fino a mercoledì; seguirà poi un brusco abbassamento delle temperature e quindi una nuova ondata di calore.

Questo ritmo altalenante caratterizzerà tutta l’estate 2011 secondo gli esperti.

Ondate di calore come quella attuale, di 3-4 gradi sopra la media stagionale, dipendono dalla cosiddetta “cella di Hadley”, un tipo di circolazione che genera un’ascesa di aria calda nei pressi dell’equatore che poi si sposta verso i tropici, dove ridiscende verso la superficie e si dirige nuovamente verso l’equatore. “Quest’aria calda – spiega il climatologo Giampiero Maracchi – di solito scendeva sul Nordafrica, ma nelle estati degli ultimi 11 anni si è allungata sempre di più sul Mediterraneo. In pratica, il flusso di masse di aria calda si somma al calore provocato dalla insolazione estiva, facendo salire le temperature. Ma l’effetto cessa bruscamente quando arrivano masse di aria fredda da settentrione, provocando un brusco calo di temperatura e improvvise perturbazioni”.

Ondate di calore alternate a bruschi abbassamenti di temperatura e improvvise perturbazioni: questa è l’estate che abbiamo dagli anni Duemila in poi e che avremo per un bel pò – aggiunge Maracchi – E’ una modifica della circolazione generale che durerà per lo meno per i prossimi trent’anni.”