Psicosi di massa negli Usa, aumento anche in Italia

Come Big Pharma ha assuefatto gli americani ai farmaci antipsicotici

Inserita da il 18 luglio 2011

Siamo diventati una nazione di psicotici? A giudicare dal boom di farmaci antipsicotici si direbbe di sì.
Nel 2008, con un fatturato superiore ai 14 milioni di dollari, questi psicofarmaci sono risultati i farmaci più venduti, superando in classifica persino i farmaci contro il colesterolo o il reflusso acido.
Una volta gli antipsicotici venivano prescritti a un numero relativamente piccolo di pazienti, affetti da vere psicosi – principalmente schizofrenici – per trattare sintomi come allucinazioni, illusioni, ecc.
Oggi sembra che tutti prendano antipsicotici.
Ai genitori viene spiegato che i loro figli ribelli sono in realtà bipolari e devono essere trattati con antipsicotici, gli anziani colpiti da dementia vengono curati con farmaci normalmente riservati agli schizofrenici, e i cittadini con sintomi che spaziano dalla depressione all’ansia all’insonnia vengono imbottiti con una quantità di antipsicotici da fare pensare a una psicosi di massa.
Sarà un caso che il boom di antipsicotici coincida con l’introduzione sul mercato di una nuova classe di psicofarmaci noti come ‘antipsicotici atipici’?
Questi farmaci – tra cui Zyprexa, Risperdal, Seroquel e Abilify – vengono reclamizzati come più efficaci dei loro predecessori (Haldol e Torazina) ma privi dei loro devastanti effetti collaterali, in particolare tremore e altri disturbi motori.
Le vendite si sono impennate e, d’incanto, si è scoperto che gli antipsicotici non servono solo agli psicotici. Tutti sanno che l’industria farmaceutica cerca d’influenzare i dottori con campagne di marketing, gadgets, viaggi e fondi per la ricerca.
Gli psichiatri, spiega il Dr. Adriane Fugh-Berman, sono i più ricettivi in quanto le loro diagnosi sono estremamente “soggettive”.
Lo strizzacervelli non può usare un test del sangue o una TAC per diagnosticare le malattie mentali e ci si riduce sempre a un caso di diagnosi secondo prescrizione (il paziente si sente meglio con l’antidepressivo dunque era depresso).
Marcia Angell, ex editor del New England Journal of Medicine e nemica giurata di Big Pharma, la mette giù in maniera ancora più esplicita: “Gli psichiatri sono al soldo dell’industria farmaceutica”.
La Angell fa notare che tra i 20 membri dell’Associazione Psichiatria Americana che scrivono le linee guida per la prescrizione di farmaci, 18 hanno legami finanziari con l’industria farmaceutica, mentre la maggior parte dei redattori del Manuale Diagnostico e Statistico – la bibbia delle diagnosi mentali – ha simili conflitti d’interesse.
In un recente articolo sul New York Review of Books, la Angell ricostruisce quella che definisce “epidemia di malattie mentali”.
L’uso di antipsicotici e antidepressivi è letteralmente esploso, e se questi nuovi farmaci fossero così efficaci, ci dovremmo ora aspettare un calo di malattie mentali, non un aumento.
Tuttavia la lista di persone etichettate come malati mentali è in continuo aumento – il 250% nel ventennio dal 1987 al 2007 – e l’aumento di diagnosi è ancora più allarmante nel caso dei bambini – una crescita del 3500%.
Sotto la tutela di Big Pharma stiamo espandendo i criteri di diagnosi delle malattie mentali in maniera da rendere tutti malati.
Fugh-Berman è d’accordo: “Nell’era del marketing aggressivo da parte dell’industria farmaceutica, le diagnosi psichiatriche si sono estese fino a includere molte persone che sono perfettamente normali.”

I dati di consumo italiani non sembrano contraddire quanto emerso a livello internazionale, confermando un trend in crescita sia per quanto riguarda i consumi sia relativamente al numero di pazienti trattati.
Da un’analisi su ASL italiane il consumo degli antipsicotici in sei anni, dal 2003 al 2008 è più che raddoppiato e le prescrizioni annue hanno avuto un incremento del 63%.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche e di avvalersi sempre di un medico se si decide di smettere di assumere terapie a base di psicofarmaci.
Il cittadino può segnalare reazioni avverse ai farmaci compilando l’apposito modulo e indirizzandolo al responsabile di farmacovigilanza della propria zona, come indicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco.
“È stata appena rilasciata dall’Agenzia del farmaco una nota informativa importante relativa agli effetti avversi che possono subire i neonati di madri che hanno assunto antipsicotici durante l’ultimo trimestre di gravidanza.
L’agenzia Italiana del Farmaco ha disposto quindi un aggiornamento del foglio illustrativo di tutti gli antipsicotici, che dovrà segnalare quanto segue:
” I seguenti sintomi sono stati osservati nei neonati di madri che hanno assunto antipsicotici convenzionali o atipici durante gli ultimi tre mesi di gravidanza: tremore, rigidità e/o debolezza muscolare, sonnolenza, agitazione, problemi respiratori e difficoltà nell’assunzione di cibo. Se il vostro bambino mostra uno qualsiasi di questi sintomi contattate il vostro medico”.
Allo scopo di fornire uno strumento di valutazione su questa importante tematica che coinvolge la salute dei cittadini anche minorenni, il Comitato ha realizzato il documentario “Marketing della pazzia” in formato DVD, che illustra gli intrecci e interessi economici collegati alla diffusione di sostanze psicotrope ai danni dei cittadini bisognosi di aiuto.

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

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