In realtà questo opuscolo di un centinaio e più pagine sarebbe il secondo volume approntato, se si considera il precedente volume collettaneo sulla raccolta di documenti relativi alla figura di Salvatore Valitutti a cura della stessa autrice e pubblicato nel 2008, presso la Provincia di Salerno.
La scrittrice, laureatasi in Scienze della Comunicazione nel 2001 con una tesi inerente l’antropologia sulla tradizione del “Ciuccio di fuoco” a S. Severino, tesi premiata dal Comune di Mercato S. Severino, ha già iniziato a “salvare” alcune sue liriche per trarne una terza opera, oltre che un altro volume dedicato all’unità di Italia (è una sorpresa), ed è appassionata e dedita a studi in materie etnologiche e demoantropologiche.
Il volume, presentato presso il Palazzo di Città (Palazzo Vanvitelliano) è stato frutto di ricerca minuziosa e paziente riguardante le tradizioni popolari, i principali santi, le curiosità e le tipicità – gastronomiche, culturali, sociali – del territorio non soltanto sanseverinese ma anche del comprensorio salernitano e oltre. Il tutto curato dai validi editori dei tipi Marte, che hanno sempre dimostrato uno sforzo editoriale non indifferente in tempi di questa crisi di costumi, valori e purtroppo di cultura, tramite un interessante organo di stampa: “L’agenda di Salerno e provincia”, dapprima mensile poi bimestrale, molto apprezzato da grandi personalità (docenti universitari, politici, intellettuali, storici, antropologi ed etnologici, saggisti…) che hanno inviato i loro pregevoli interventi ed elaborati.
Proprio su “L’agenda” la saggista Anna Maria Noia ha scritto, in collaborazione con tale interessante “bollettino” culturale che propone il territorio salernitano come in vetrina delineandone i caratteri socioculturali, molti articoli dal 1999.
Grazie al lavoro profuso da edizioni Marte, la Nostra ha raccolto alcuni dei tanti “pezzi” pubblicati sul giornale, soprattutto inerenti le tradizioni più antiche e pregnanti.
In particolare la scrittrice si è occupata della descrizione onomastica e topologica dei vari mesi dell’anno e della resa in prosa di ciò che sono le diverse ricorrenze più vicine alle nostre realtà cittadine e “campanilistiche” (nel senso buono…): per ognuno dei dodici mesi, infatti, vi è la storia dell’etimologia (ad esempio: “gennaio” deriva da “januarius” ossia: “mese sacro al dio bifronte della guerra Giano”, che prevedeva l’apertura delle porte – o “januae” – del tempio in caso di guerra; “febbraio” era il mese dedicato alle “februae”, ossia alla purificazione di vivi e defunti; “marzo” era il mese “sacro al dio Marte”; “aprile” deriverebbe da “aperire” cioè “iniziare la nuova stagione” oppure deriverebbe dall’etrusco “apru”, “spuma”, eccetera…); a seguire, dopo appunto la storia e i proverbi relativi ai mesi dell’anno, si può notare leggendo il breve e agile testo la continuità e curiosità delle (molteplici e significative, da stigmatizzare) ricorrenze e festività “nostrane”, una interessante agiografia sui santi delle zone che ci circondano e che ci coinvolgono in diversi svariati riti mitici e prove di maturità. Poi sono riportate puntualmente e con ricchezza e proprietà di linguaggio tradizioni che vanno ormai scomparendo e che devono assolutamente essere inculcate alle generazioni più giovani prima che spariscano del tutto; vi sono ricette tipiche, locali quali il mallone sciatizzo dalle nostre parti, nelle cucine della Valle dell’Irno, di S. Severino e non solo, o quali la sfogliatella, vista nella sua storia, o quella della zeppola (nell’apposito articolo su “La zeppola e il toro”, in cui la dolce ciambella è simboleggiante la lettera “alfa”, dal greco e fenicio “aleph”, proprio “toro”, come la “A”, che se vista al contrario è come fosse testa di un toro…) e così via.
Il tutto collegato a misterici momenti comunitari per ritualità, per “esorcismi” apotropaici, ovvero di allontanamento: è il caso del “Ciuccio di fuoco” ad Acigliano di S. Severino, vero e proprio esempio di esoterismo del fuoco; ma è anche il caso delle “Fontanelle” a Lombardi di S. Severino ed anche della “Chiena” di Campagna. celebrazioni, cerimonie, olocausti in cerca di auruspici che allontanano gli spiriti maligni diversamente dal fuoco: con l’acqua lustrale, quasi un battesimo (dal greco: “baptizein”, che vuol dire “immergersi”).
Tutta la storia e il racconto spassionato e appassionato, preciso e anche “divertente” di queste occasioni di condivisione e a volte di convivialità non soltanto mangereccia, gastronomica e godereccia, sono riportati con fedeltà nel libro, che pur essendo rivolto a tutti, studenti e insegnanti, studiosi o amanti della lettura, non ha pretese, pur essendo la pubblicazione già di per sé e per Anna Maria Noia e la sua affiatata e presente famiglia una grande soddisfazione.
Un opuscolo che non vuole essere una grande esegesi antropologica ed etnologica, ma un “prontuario” per piccole spigolature e curiosità, ricco di notizie “fresche”, insomma: di piccole e grandi occasioni demologiche del nostro tortuoso vissuto, consapevoli che il passato non è mai completamente “passato” ma è anzi già presente, per proiettarci nel futuro.
Come vogliono i nostri “patres” romani e greci – e non solo…: il “monumento”, che deriva dal latino “Memento!”, cioè “Ricorda!” va tutelato come bene collettivo, comune, comunitario da tenersi in grande considerazione.
È anche a questo che mira, nella sua ricerca, l’autrice, ad un modo per formare un ponte tra vecchie e nuove generazioni, tra ciò che è stato e ciò che invece sarà, in modo da non disperdere tutto il sapere, lo scibile dei nostri anziani e di altre civiltà comunque mutualistiche e interessanti da studiare non meno che lo sia lo studio sulla “magia urbana” dei luoghi di casa nostra.
Il testo, con novità e spunti di riflessione, di studio, di ricerca, contiene al suo interno la presentazione molto sentita e vivace del sindaco di Mercato S. Severino Giovanni Romano e la prefazione “tecnica” e anche bella e convincente del docente universitario Vincenzo Esposito, che insegna proprio tali materie. Si ricordi che il volume di Noia è disponibile al prezzo di 12 euro presso la libreria “Guida” di Salerno e alla cartoleria di Maria Terrone “Registri Buffetti-Copie” a Mercato S. Severino, nella parte bassa del centralissimo corso Diaz.

