Home News Cronaca Delitto Rea: il padre di Melania rompe ancora il silenzio

Delitto Rea: il padre di Melania rompe ancora il silenzio

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Ha ancora parole molto dure verso suo genero, il signor Gennaro Rea, turbato dalle notizie circolate nei giorni scorsi, circa le lettere inviate proprio da Salvatore Parolisi, dal carcere nel quale è recluso.

Il caporal maggiore è accusato dell’omicidio della moglie Melania Rea e per discolparsi, per gridare la propria innocenza, utilizza il mezzo cartaceo. Non si difende agli interrogatori, dove per ben due volte si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma nei giorni scorsi ha fatto recapitare una lettera ad un amico, il marito della giornalista di “Quarto Grado” Ilaria Mura Delitala.

Ammette ancora una volta i tradimenti nei confronti di Melania, ma dice di non averla uccisa; dichiara di aver intenzione di lottare fino alla fine, da combattente quale è, in nome della verità, perchè lo deve a Melania stessa e alla loro bambina.
Il padre della giovane vittima, però, non ha apprezzato questo gesto: “In modo categorico Salvatore non deve permettersi più di associare Melania a lui”.
C’è risentimento, c’è amarezza nelle sue parole, c’è delusione e concerto: “Io in 10 anni quel mostro di mio genero non l’ho conosciuto”. E ancora, le parole più dure pronunciate fino ad ora: “Salvatore deve parlare, per me poi possono anche buttare via la chiave”.

3 COMMENTI

  1. E’ incredibile come un vedovo , di moglie giovanissima, un padre di figlia praticamente in fasce, senta l’esigenza di scrivere una lettera alla donna che comunque e’ stata motivo di sofferenza per sua moglie. Perche’ non sente il desiderio di rivolgersi a sua figlia , ai genitori di Melania o ai suoi genitori (anch’essi vittime). Quest’uomo oltre ad essere un traditore, forse un uxoricida, un bugiardo, e’ anche un vigliacco… Un banale e volgare vigliacco.

  2. Il comportamento della soldatessa e’ inqualificabile. Nessuna ‘febbre d’amore’ può giustificare il ‘paranoico’ spregio per il destino della povera Melania… addirittura da lei invidiata perche’ ritenuta comunque fortunata moglie di cotanto gentiluomo. Non credo di aver letto di sue dichiarazioni circa l’amara sorte di Melania e della piccola Vittoria. Quasi come se tutta l’odiosacvicenda non rappresentasse che un impedimento al coronamento del suo ingiusto malato sordido sogno d’ “amore”. Mai parola e’ stata piu’ vilipesa. Vergogna.

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