Pena di morte: vergogna del nostro tempo

Aumentano le esecuzioni annuali ma diminuiscono i Paesi che le praticano

E’ stato presentato oggi, presso la sede romana dei Radicali Italiani, dinanzi a Emma Bonino, Marco Pannella e Franco Frattini, il rapporto di “Nessuno Tocchi Caino“, associazione impegnata sul fronte dell’abolizione della pena di morte.

Dal rapporto, si apprende che i Paesi che ancora oggi adottano questa forma di punizione sono in calo: 48 nel 2008, 45 nel 2009 e 42 nel 2010.
Tra i Paesi che hanno rinunciato alla pena di morte figurano il Gabon, l’unico ad averla abolita per legge, e Bahamas e Guinea, abolizioniste di fatto perchè non la praticano da un decennio.
Fa ben sperare, tra i Paesi musulmani, i più legati alla pena di morte, il caso della Tunisia: qui il governo ad interim ha deciso, il primo febbraio scorso, di ratificare i più importanti trattati internazionali sui diritti umani, a cominciare dallo statuto di Roma sull’istituzione della Corte Penale Internazionale. «È un passo davvero importante per il mio Paese – ha sottolineato Taieb Baccouche, il ministro dell’Educazione tunisino – soprattutto dopo tanti anni di torture e vessazioni ordinate dal regime. Ora si tratta di mettere a punto le riforme che renderanno operative queste convenzioni».

Contrariamente al numero di Paesi che adotta questa misura estrema, che è in calo, il numero di esecuzioni effettive nel mondo è purtroppo in aumento: 5.735 nel 2008, 5.741 nel 2009 e 5.837 nel 2010.
Primeggia, per numero di esecuzioni, la Cina, con oltre 5.000 esecuzioni, seguita da Iran (almeno 546), Corea del Nord (almeno 60), Stati Uniti (circa 46).
Il primato della Cina è sconcertante: ha avuto luogo lì l’85,6% delle pene capitali eseguite nel mondo nel 2010; nel 2007, i dati erano ancora più allarmanti e alti.
Per quanto riguarda l’Iran, al secondo posto nella classifica, anche qui il ritmo di esecuzioni rimane molto alto: 402 nel 2009, almeno 546 nel 2010, e 390 dall’inizio del 2011.
«L’Iran supera anche la Cina per il rapporto tra il numero di esecuzioni e il numero di abitanti – ha detto Elisabetta Zamparutti, deputata radicale e curatrice del rapporto – L’Iran è inoltre l’unico paese al mondo che continua a giustiziare anche i minorenni».

Fortunatamente è diminuito anche il numero dei reati punibili con la pena di morte: non più 68 ma 55, anche se quelli eliminati dall’elenco erano reati non violenti che raramente portavano al patibolo.

Inserita da il 4 agosto 2011