Ha fatto molto discutere sin dalla sua comparsa sul mercato, tanto da dover essere poi ritirato a causa delle polemiche. Si tratta di un’applicazione per smartphone, scaricabile al costo di due euro, accusata di incitare alla xenofobia.
Il programma propone delle domande, il cui scopo è rivelare ai genitori l’orientamento sessuale dei propri figli, dunque, se eventualmente essi sono omosessuali.
L’applicazione si chiama “Mio figlio è gay?” e propone domande come: gli piace vestirsi bene? Ci mette tanto ad aggiustarsi i capelli? È fan di pop star femminili?
Un test basato più che altro su luoghi comuni, più che su un reale sentimento razzista nei confronti degli omosessuali: se il ragazzo ama gli sport di squadra, si cura poco dell’aspetto e ha un buon rapporto con il padre si può stare tranquilli. Viceversa, se ama i musical, adora i piercing e non fa a botte con i coetanei, allora c’è da stare in allerta.
Recentemente aveva fatto discutere anche un’altra applicazione, poi ritirata, comparsa nel negozio virtuale della Apple. Si tratta di “Ebreo o non ebreo”, programma che consentiva di identificare oltre 3.500 persone di origine ebraica.

