Omicidio Gambirasio: nuova lettera anonima

Il documento fa ancora una volta riferimento a Fikri e al cantiere

Inserita da il 27 settembre 2011

A “L’Eco di Bergamo” è stata recapitata una nuova lettera anonima, riguardante l’omicidio di Yara Gambirasio, la giovane ginnasta di Brembate uccisa in circostanze misteriose. Un caso complesso, che in questi mesi ha avuto ben pochi sviluppi positivi.

Sia la pista che conduceva al cantiere, sia quella che portava a Mohammed Fikri, l’operaio marocchino ingiustamente accusato di aver sequestrato e ucciso la ragazza, sia quella riguardante un presunto furgone bianco, sono cadute nel vuoto.
Ma la nuova lettera, fa riferimento proprio a questi elementi.

“Non mollate la pista del cantiere – scrive l’anonimo - i cani non sbagliarono. Mohamed sa di un uomo visto nel cantiere a novembre che minacciava. Sa che Yara è stata caricata su un furgone bianco”.
Nel testo originale non c’è la punteggiatura. L’anonimo insiste nella sua tesi: l’operaio sa più di quanto non abbia detto in questi mesi agli investigatori.
“Sa che Yara non è rimasta ‘sembre’ (così si legge nella lettera) nel campo di Chignolo, ma ci è stata portata dopo, e che l’uomo era presente di nuovo una settimana prima del ritrovamento, sempre a Mapello. Non dimenticate Yara!”.
La vettura di cui parla l’anonimo e di cui viene indicato anche il numero di targa, sarebbe un’Audi A4 intestata a un cittadino della provincia di Modena.