Tutti i segreti delle chat erotiche

Il Cybersesso cornifica il romanticismo

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Molti sicuramente negheranno di aver avuto simili esperienze con chat erotiche o ammetteranno di conoscerle solo tramite voci di corridoio.
La realtà è che questo cyber mondo è parte integrante della nostra società. Navigando su Google o altri motori di ricerca troveremo una miriade di pagine dedicate a quest’argomento; molti saranno anche le tipologie di link che con un semplice click permettono di accedere in una realtà frenetica fatta di sfrenata lussuria.
Uomini e donne di tutte le età, talvolta anche minorenni, pronti a vendere la propria integrità esibendosi dietro anticipato pagamento tramite postepay o ricariche telefoniche.
Non sempre si è vincolati a doversi iscrivere per poter accedere a tali conversazioni: si trovano chat pronte ad accogliere chiunque desideri soddisfare primordiali istinti.
Etero, gay, lesbo e coppie sposate bramose di ravvivare la propria intesa sessuale tutti pronti ad avviare una classica conversazione che, ad un occhio inesperto, può sembrare priva di malizia con un semplice saluto e domande di routine sulla propria vita.
La chiave di queste conversazioni si manifesta nel momento in cui ci si scambia informazioni sulle proprie preferenze sessuali. Esistono tipologie di chat che non permettono di condividere foto personali del proprio interlocutore e si passa quindi allo scambio del contatto Messenger, Facebook o Twitter incuranti di condividere informazioni personali.
Ovviamente i più esperti mettono a disposizione solo secondi account, i cosiddetti “contatti non ufficiali”, perché la maggior parte delle persone che conversano sono felicemente sposate ma annoiate dalla routine giornaliera.
Ormai il contatto fisico è diventato il chiodo fisso della nostra realtà! Una semplice scappatella con un corpo di cui non si conosce anima ed emozioni può sostituire il fremito che ti può regalare una semplice carezza o l’odore della pelle di un uomo o di una donna senza dover rinunciare alla propria moralità?

Inserita da il 27 settembre 2011