In poco più di due settimane il progetto di Michele Santoro ha già raccolto più di 50 mila adesioni: lo conferma il giornalista intervistato da Vanity Fair, che gli dedica nientemeno la copertina. La sottoscrizione lanciata dal giornalista affinchè i telespettatori donassero 10 euro all’associazione Servizio pubblico ha suscitato grande entusiasmo: ammontano a quasi 600mila euro le donazioni per contribuire alla realizzazione di Comizi d’amore, che sarà trasmesso da una ventina di emittenti locali e dal canale Eventi 504 di Sky.
Oltre all’entusiasmo dimostrato dagli spettatori, anche personaggi dello spettacolo, della musica e della cultura hanno aderito all’iniziativa: da Adriano Celentano, amico e sostenitore di Santoro, il primo a riportarlo in tv dopo l’editto berlusconiano, ad Antonello Venditti, da Roberto Vecchioni a Daniele Silvestri, e poi Edoardo Bennato, Fiorella Mannoia, Teresa De Sio. Anche tanti attori del cinema italiano hanno fatto una donazione per sostenere il progetto: Elio Germano, Riccardo Scamarcio, Pierfrancesco Favino, Alessio Boni, Sabrina Ferilli, Lucrezia Lante Della Rovere, Isabella Ferrari. Come loro anche Dario Fo e Franca Rame, i comici del trio Medusa, Ficarra e Picone e tanti altri.
Grande assente la classe politica: nonostante le dovute eccezioni (i sindaci di Milano e Napoli, Giuliano Pisapia e Luigi de Magistris, il leader Sel Nichi Vendola e quello dell’Idv Antonio Di Pietro e pure il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi), la stragrande maggioranza dei nostri politici sembra ignorare il fenomeno. Tanto che il giornalista, nell’intervista in uscita domani su Vanity, si chiede “che cosa potrebbe accadere” se tutte le opposizioni “andassero dal presidente della Rai Garimberti e gli chiedessero di mettermi in onda? Ma non succederà: non è alla loro portata, non sono capaci di fare queste cose normali“.
Il sistema cross-mediale che sarà utilizzato per trasmettere il programma è un’assoluta novità: per non essere in onda sulle tv generaliste, il bacino di utenza potenzialmente raggiungibile è altissimo. “Per la prima volta in Italia le principali reti regionali si uniscono per dare vita a un nuovo modello di tv nazionale, una sorta di temporary tv in cui è centrale la sfida sui contenuti“, ha dichiarato Matteo Sordo, amministratore delegato di Publishare, la concessionaria che si occuperà della raccolta pubblicitaria. “E’ un progetto che apre nuovi scenari: innanzitutto consente a tutti di vedere gratis, sul digitale terrestre o in analogico, un programma di informazione di altissimo livello qualitativo e fortemente atteso; in secondo luogo dimostra il ruolo centrale delle tv areali nel pluralismo dell’informazione; infine offre al mercato pubblicitario una soluzione innovativa per formula e per contenuti“, ha spiegato Sordo.
Insomma una piccola grande rivoluzione che prova a scardinare il duopolio Rai-Mediaset che affoga nel conflitto di interessi del Presidente del Consiglio e perde progressivamente in pubblico e qualità dei programmi. L’appuntamento per tutti è il 3 novembre.

