L’università al Nord costa molto di più

Federconsumatori fa i conti sulle tasse universitarie: al Meridione si risparmia. Ma attenzione all'evasione fiscale

Inserita da il 5 ottobre 2011

Il secondo Rapporto dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori rivela che gli atenei del Nord Italia sono i più costosi del Paese.
Lo studio ha analizzato i costi delle tasse universitarie degli atenei italiani col maggior numero di studenti iscritti: le rilevazioni sono state effettuate consultando i siti web e le guide al pagamento delle tasse dei diversi istituti.

Le università nelle regioni settentrionali hanno costi superiori del 28,3 per cento rispetto alla media degli atenei del Sud e del 13,5 per cento rispetto alla media nazionale.
Tra queste, l’Università degli Studi di Parma risulta la più cara, con una retta di 1005,87 euro annui per le facoltà scientifiche e di 890,05 Euro per quelle umanistiche. L’ateneo più economico è, invece, quello di Bari, Università Aldo Moro, dove gli studenti pagano la retta di iscrizione in base a criteri di merito.

Lo studio di Federconsumatori getta luce anche su un problema collagato a quello dei costi universitari: l’evasione fiscale. Il calcolo delle rette annuali, basato sulle dichiarazione Isee, equipara le famiglie monoreddito di lavoratori dipendenti a quelle di molti lavoratori autonomi, come ristoratori, gioiellieri e albergatori, i cui figli quindi pagano in media una tassa annuale universitaria pari a quella dei figli di operai.

Pessimista il commento del presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti: “Questi dati se affiancati a quelli della crescente evasione fiscale e della diminuzione degli investimenti sulla pubblica istruzione, fanno emergere un quadro drammatico: infatti si andrà sempre più verso un aumento degli studenti che appartengono o dichiarano di appartenere alle prime fasce, e quindi una diminuzione delle risorse da distribuire agli studenti che realmente ne hanno bisogno“.