Si vota alla Camera la fiducia al governo Berlusconi

Il Premier è appeso al numero legale e al voto dei dissidenti della maggioranza. Le opposizioni fuori dall'aula

Inserita da il 14 ottobre 2011

E’ la giornata della verità per Silvio Berlusconi: dopo una girandola di dichiarazioni, conferme, defezioni, assenze e soprattutto calcoli numerici, tanti calcoli numerici, è arrivato il momento del voto di fiducia alla Camera dei Deputati.

La giornata è stata convulsa: se Verdini annuncia intorno alle 11 che il numero legale è praticamente certo, la maggioranza in realtà perde pezzi continuamente. Se alcuni degli indecisi scelgono di lanciare l’ultima ciambella di salvataggio al governo (vedi il frondista Claudio Scajola), molti deputati della maggioranza annunciano che non voteranno la fiducia: tra questi, lo scajoliano Fabio Gava, che dopo averci pensato e ripensato più volte, ha ritenuto che fosse meglio non votare la fiducia. Sempre nell’area dei dissidenti vicini a Scajola, anche Giustina Destro, ex sindaco di Padova, annuncia che non voterà.

Ma il protagonista di questa mattinata pre-voto, è certamente Sardelli: il suo caso è l’emblema della confusione che ha regnato in queste ore a Montecitorio. Dapprima annuncia che non avrebbe votato la fiducia a Berlusconi, ma pochi minuti dopo è lo stesso Premier a dichiarare ai giornalisti che certamente Sardelli voterà a favore, fino ad essere smentito dal deputato, che si esprime così ai microfoni di Rainews:  “Ho detto a Berlusconi che non voto la fiducia e che dovrebbe fare un passo indietro e trovare una soluzione perché così non si va avanti”. A nulla è servito chiamarlo a colloquio, il Presidente non riesce a convincerlo e Sardelli lascia Montecitorio.

Alle 12.45 è il numero legale ad essere in bilico per le assenze della maggioranza: comincia così una conta frenetica. Il numero inizialmente previsto è 316, che è lo stesso che ha garantito la sopravvivenza del governo al voto di fiducia dello scorso 14 dicembre. Dai banchi del Pdl fanno sapere che in realtà bastano anche 315 deputati in base al regolamento parlamentare, salvo specificare che, “anche senza Sardelli siamo a 217“. Insomma, non si sa se il numero legale sarà raggiunto, ma poco importa per il Premier, visto che “non mi interessa, l’importante è sconfiggere questa sinistra che ha inscenato la farsa delle assenze“.

A proposito dell’opposizione, tutti i gruppi parlamentari sono assenti fino alla seconda chiama e parteciperanno al voto solo se ci sarà il numero legale. Non votano neanche i radicali che hanno partecipato alle sedute di ieri e oggi.

Una corsa all’ultimo voto quindi per la maggioranza, e anche se secondo i pronostici la fiducia dovrebbe esserci, l’esito non appare più così scontato. Intanto ci si mettono pure dall’estero: “Silvio, time to go” è il titolo di un editoriale comparso in prima pagina sul principale quotidiano finanziario d’Europa, il Financial Times. Il pezzo, dal titolo perentorio, non è firmato, dunque esprime la linea della testata, ed invita i parlamentari italiani tutti a sfiduciare Berlusconi. L’ascolteranno?