Mentre tutta l’Europa si interrogava sulle misure economiche che il premier Berlusconi avrebbe presentato ai leader dell’Unione Europea, sul web impazzava la satira sul contenuto della famosa lettera d’intenti che il governo italiano ha scritto ed inviato a Bruxelles. Il profilo Facebook del Fatto Quotidiano pubblica la vignetta di Natangelo, che invoca quell’esempio magistrale di missiva che è nell’immaginario di tutti gli italiani (e dei napoletani in particolare): quella che Totò e Peppino scrivono alla ‘malafemmina’, con un italiano improbabile ma un significato eloquente. E se non bastasse la vignetta, a rievocare quel momento di comicità ci pensano le centinaia di utenti che pubblicano il video integrale della scena tratta dal film.
Ma una delle immagini più cliccate e diffuse in rete è quella che mima una letterina di quelle in stile natalizio a Babbo Natale, scritta con un’ortografia discutibile da due firme eccellenti. La foto, lanciata dalla pagina Facebook del Popolo Viola, ha letteralmente spopolato: la parodia dei piccoli Silvio e Umberto che promettono di fare i bravi, è diventata un tormentone in poche ore, scatenando una pioggia di commenti misti tra l’ironia e il sarcasmo.
E il povero Silvio non è stato risparmiato neanche dai media tradizionali: ci hanno pensato quelli del Trio Medusa a Radio Deejay, nel programma Chiamate Roma Triuno Triuno. Una nuova puntata della rubrica Informazione Plausibile ha svelato agli ascoltatori la lettera originale scritta dal Presidente, una lettera d’amore e d’addio, che suona romantica già dall’incipit: “Caro Bruxelles come va? E’ tanto che non ci sentiamo“. Una voce femminile legge le confidenze amare del Premier che esprime tutto il suo rammarico per ciò che accade inItalia: “non è un bel periodo, il tempo è brutto, Pompei cade a pezzi e il Milan di Sacchi è solo un ricordo. Tra me e Umberto le cose non vanno tanto bene (…) lui ha un altro e io mi sento solo. Ieri sera con sette diciottenni attorno a me, mi sentivo solo, disperato (…)“. La confessione sentimentale del Premier ha un destinatario diretto, Bruxelles: “Mi chiedi riforme, soldi, stabilità, e quanti cacchi mi chiedi Bruxelles. Sei ingiusto con me, per tutte le volte che sono venuto a farvi ridere, che vi ho svoltato una serata normale“. E poi il meditato addio all’Europa traditrice e l’annuncio dell’esilio a Panama con Lavitola e Dell’Utri: “sai che ti dico Bruxelles, divertiti con Bersani, Montezemolo e qualsiasi altro ipodotato verrà dopo di me. Ma quando un giorno sarai lontano, pensami (…) io sarò a Panama, con Walter, Marcello e gli altri a godermi il mio cocktail Martini&Prescrizione (…). Ma sarà troppo tardi. Addio. Silvio 36“. Vuoi vedere che a furia di chiedergli il famoso “passo indietro”, Silvio ci ha fatto davvero un pensierino?

