Il Caimano potrebbe pensare ad un colpo di coda: non ci sono ancora dichiarazioni ufficiali, ma dopo le riunioni dei vertici del Pdl a Palazzo Grazioli, i rumors parlano di un Berlusconi intenzionato a scompaginare l’attuale prospettiva di un governo tecnico a guida Mario Monti. Proprio nelle ore in cui l’economista ed ex commissario europeo esordisce come senatore a Palazzo Madama, il Pdl si ricompatta sull’idea di una maggioranza di centrodestra con Angelino Alfano, segretario politico del Pdl, nel ruolo di Presidente del Consiglio. L’altra ipotesi è quella di un governo Dini, come già avvenne nel ’94 quando cadde il primo governo del Cavaliere.
Stando ai sussurri di palazzo, Berlusconi sarebbe tentato dal cambio di strategia sul governo tecnico: se fino a ieri, il suo partito era spaccato a metà e il Premier si era espresso a favore di Monti come presidente di un esecutivo di emergenza, oggi pare preferisca pensare ad un nuovo governo nell’alveo del centrodestra per trattenere gli alleati della Lega. Non sarà un caso che le indiscrezioni sul cambio di rotta sono state precedute dalla dichiarazione di Bossi, che si dice favorevole all’idea di un governo politico. Prima che la legge di stabilità venga approvata, e quindi diventino operative le dimissioni del Premier, il Pdl cerca in extremis il soccorso dell’Udc per un eventuale governo Alfano: probabilmente si tratta di un ultimo tentativo di proporre nomi alternativi per dimostrare, in realtà, che non c’è una maggioranza alternativa a quella uscita dalle urne, e che proprio per questo alle urna bisogna tornare.
Dall’Udc Casini fà sapere immediatamente che “non c’è tempo per gli scherzetti” e che un governo guidato da Monti è la via più responsabile da percorrere. Anche Di Pietro allenta le resistenze: dopo le pressioni della base elettorale e del Partito Democratico, il leader Idv ha chiarito che il partito valutertà la possibilità di un governo tecnico, ma “non con chi ha già governato e ci ha ridotto in queste condizioni“. Vendola, leader di Sel, sposa l’idea di un governo di scopo, cioè finalizzato a traghettare il Paese verso nuove elezioni, e nel frattempo a varare alcune misure economiche: la patrimoniale, la tassazione delle rendite finanziarie, l’abbattimento delle spese militari. Solo oggi, dopo il passaggio alla Camera della legge di Stabilità (già approvata al Senato) sapremo quale ipotesi sarà praticabile.

