E’ stato un successo strepitoso quello di Servizio Pubblico, il nuovo programma di informazione di Michele Santoro: annunciato come l’evento televisivo che avrebbe rotto il monopolio della tv generalista, l’obiettivo è stato centrato in pieno. Trasmesso in modalità multipiattaforma attraverso siti web e social network, tv locali e canali Sky, ha inaugurato una modalità del tutto inedita di produrre e distribuire un format televisivo.
I dati del day after confermano che il programma è stato premiato nei numeri, sia quelli dello share tradizionale che quelli dei contatti web: in valori assoluti, sono stati in media tre milioni i telespettatori della prima puntata, considerando i dati d’ascolto delle reti locali e quelli di Sky, per uno share medio del 12,03%. Sin dall’inizio e per tutta la (lunga) durata, il programma si attesta al di sopra del 10% di share, conquistando la palma di terza trasmissione più vista della serata, superata solo da Rai1 (Don Matteo) e Canale5 (Io canto). Addirittura nella seconda serata raggiunge un picco massimo di ascolti che supera le due reti generaliste, con 3.418.000 telespettatori. A questi dati si aggiungono le cifre a più zeri dei contatti web, che la redazione ha raccolto in una locandina pubblicata sulla pagina facebook di Servizio Pubblico: 3.600.000 contatti streaming, un risultato mai raggiunto prima d’ora, 5.000 commenti e 120.000 interazioni degli utenti nei sondaggi lanciati in diretta.
Cifre da capogiro, che fanno ben sperare per le prossime 25 puntate. Così commentava questa mattina il conduttore Michele Santoro: “Il risultato di ieri conferma che è in atto una rivolta contro il degrado della tv generalista occupata dai partiti, sia nel pubblico che nel privato. Lavoreremo per estendere questa rivolta, per trasformarla in rivoluzione. E la rivoluzione, a guardare il grande successo di ieri sera, è già cominciata“. Insomma la censura che un tempo teneva lontani dallo schermo grandi professionisti (leggi “editto bulgaro“), oggi non avrebbe più senso: è nato un nuovo modo di fare televisione, e il pubblico entusiasta lo ha promosso a pieni voti.

