Il Presidente della Regione Campania lancia l’allarme sui fondi europei per lo sviluppo del Sud e tuona contro il governo centrale: non si accetteranno tagli, nè ridimensionamenti.
In un’intervista a Il Mattino, Stefano Caldoro manda un messaggio ben preciso all’esecutivo nazionale: “Non un euro dovrà essere sottratto al Mezzogiorno. Se ciò dovesse accadere sono pronto allo scontro con il governo – ha dichiarato il Presidente – non ho paura di difendere i diritti del Sud”.
A preoccupare Caldoro è soprattutto il contenuto di uno dei punti della lettera inviata dal premier Berlusconi all’Unione Europea: il riferimento ad una “revisione strategica dei programmi comunitari” potrebbe implicare una rimodulazione delle risorse disponibili per le politiche di sviluppo del Meridione e, contestualmente, una riduzione del raggio d’azione delle istituzioni locali.
Caldoro non rinuncia a sottolineare le tendenze a traino leghista del governo: “non accetteremo di nuovo l’esperienza dei Fondi Fas che sono andati al nord per pagare le quote latte”. Non si può pensare unicamente a politiche economiche a favore del centro-nord: come fa notare Caldoro, anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha sottolineato che non c’è ripresa per l’Italia senza lo sviluppo del Mezzogiorno. Il vero nodo da sciogliere però è il patto di stabilità, che vincola gli enti locali non solo per la spesa corrente, ma anche per gli investimenti: “è necessario prevedere una deroga totale o anche parziale – ha detto Caldoro – del cofinanziamento statale e regionale mettendo queste risorse sullo stesso livello di quelle europee che già sono fuori dal patto”.
A sostegno della battaglia per lo sviluppo del Sud, arriva anche l’appoggio della Confindustria: “Siamo al fianco di Caldoro e degli altri presidenti – ha dichiarato Emma Marcegaglia – il Mezzogiorno ha le risorse e deve poterle investire per la crescita e l’occupazione. (…) Sarebbe una beffa, infatti, se le regioni del Mezzogiorno perdessero questi fondi a vantaggio di altri Paesi europei. Abbiamo chiesto da tempo al governo di trovare una soluzione e ci auguriamo che si possa intervenire al più presto”.

