mercoledì, 23 maggio 2012 - S. Desiderio
Varie - Satira - Champagne!

Champagne!

Ritrovata la salma di Mike Bongiorno. Per gli inquirenti si era allontanata da sola

Oggi sono nervoso. Non è possibile andare avanti così. Sono andato da un benzinaio. Si è presentato un garzone in frac che mi ha portato la carta dei carburanti. Io l’ho esaminata e ho scelto un diesel riserva. “Ottima scelta” mi ha detto il ragazzo. Avevo con me 15 euro, così mi sono potuto permettere solo la bottiglia da un litro.
Lui è venuto, me l’ha fatto odorare e l’ha versato nel serbatoio.
Ce l’ho fatta giusto giusto a tornare a casa e di nuovo fino al benzinaio.
Così mi sono dovuto rassegnare al trasporto pubblico. Recarmi al lavoro non dovrebbe essere difficile, sono solo dieci chilometri. Basta prendere un bus, il treno, una metro, e altri due bus.
Per arrivare in ufficio alle nove è bastato essere in stazione alle sei per prendere il treno delle 6.06 che è arrivato alle 7.15. Ho viaggiato comodamente appoggiato al pancione di un signore grasso ansimante, con gli zaini dei ragazzi che andavano a scuola che mi massaggiavano delicatamente i reni. Il controllore è passato ad uso uomoragno, arrampicato sul soffitto del convoglio.
Quando siamo scesi Trenitalia si è scusata del ritardo di 7 minuti. Poi la voce si è corretta “73 minuti… ma non fate ricorso, non avrete diritto a nessuno rimborso sul prezzo del biglietto… anzi: siateci grati per essere qui! Altri utenti non sono stati così fortunati”.
Tutto il mio treno sì è riversato nella metro. Abbiamo perso la prima. L’altra è passata già dopo venti minuti. Era vuota. Appena il vagone aprì le parte ci fu una scena da assalto alla diligenza. Uomini, donne e bambini si sono fiondati alla ricerca dei posti a sedere. I più esperti sapevano che bisogna puntare una sedia e raggiungerla senza esitare. Io entrai con calma e rimasi in piedi schiacciato dagli stessi zaini e addossato allo stesso pancione. Del resto, se eravamo stati bene prima, perché separarci ora? La metro ha chiuso le porte, è partita, e si è fermata subito… per una decina di minuti. Cominciò a fare caldo e l’unica areazione era garantita dalle persone che tossivano.
Sono arrivato alla mia fermata. Calpestando diversi piedi sono riuscito a raggiungere l’uscita.
I due bus sono passati abbastanza velocemente. Ci hanno messo solo un paio d’ore per portarmi a destinazione. Si vede che qualcuno i soldi per la benzina ce li ha ancora. Fortunatamente avevo con me un paio di libri.
Sono arrivato in redazione giusto in tempo per scrivere questo articolo. Ora sono le 5, devo fare il viaggio inverso. Nell’ora di punta.

Caro lettore, affezionata lettrice,
non so se ci rivedremo.
Vostro,

Carlo Lerri

Autore Pubblicato il 11/12/2011 Carlo Lerri

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  • Pubblicato 11/12/2011
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