Francesco Pinna, l’unico vero eroe dell’Italia di oggi

Il ragazzo morto mentre lavorava sul palco di Jovanotti a Trieste, è il simbolo di un Paese che lotta quotidianamente senza essere mai protagonista. Un' Italia che lavora e muore per 5 euro all'ora

Francesco PinnaSi trattava di un lavoro molto semplice, che non richiede particolari specializzazioni. Ha avuto la sfortuna di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. L’impianto audio sospeso gli è caduto in testa, spaccandogli il caschetto”. Sfortuna, tutto qui. Così si è espresso il promoter locale della Zenit, Loris Tramontin,  in merito alla morte di Francesco Pinna, il ragazzo deceduto ieri a Trieste mentre lavorava sul palco allestito per il concerto di Jovanotti. Pinna faceva qualche lavoro occasionale, probabilmente per mantenersi gli studi. “Facchinaggio”. Così Assomusica, l’associazione degli organizzatori e dei produttori di spettacoli di musica dal vivo, inquadra la figura del giovane. In questa occasione, il lavoro del ragazzo prevedeva 10 ore al giorno per un paio di giorni. Il compenso, 5-6 euro all’ora.

Nell’Italia dei politici strapagati per niente, dei banchieri strapagati per niente, dei manager strapagati per niente, degli showman strapagati per niente, Francesco Pinna è l’unico vero grande eroe. Il ragazzo travolto dall’impalcatura del palco di Jovanotti a Trieste è il simbolo di un Paese che rischia la vita per 5 euro all’ora. Un’Italia nascosta fatta di sacrifici e duro lavoro; un’Italia fatta di operai che, per rimediare agli sbagli di chi detiene il potere politico ed economico, combatte quotidianamente con la fatica e il precariato. Francesco Pinna è l’Italia, è ciò che veramente resta di tutte le parole sulla crisi, sulla politica e sulla corruzione. Da lui bisogna partire per costruire un Paese finalmente giusto, forte e trasparente; da lui deve ripartire l’Italia!

Inserita da il 13 dicembre 2011