mercoledì, 23 maggio 2012 - S. Desiderio
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Il TFA nelle università italiane non riesce a partire

Non rimane che affidarsi a Master, concorsi e dottorati. Il tirocinio per gli aspiranti insegnanti è intrappolato in una ragnatela burocratica sempre più assurda

L’ennesimo problema burocratico impedisce la partenza del Tfa nelle università italiane, l’unico percorso abilitante all’insegnamento in seguito all’entrata in vigore del Regolamento sulla formazione iniziale.
Il risultato è che tanti giovani insegnanti neolaureati o in servizio, aspettano esausti la possibilità di conseguire il titolo necessario per accedere alla professione.
Dopo la pubblicazione del Miur dell’offerta formativa delle università (26mila posti complessivi), ci si è accorti che un cavillo giudiziario riguardante il decreto n.139, del 4 aprile 2011, non torna con i numeri dei posti previsti a causa del “vincolo” del fabbisogno.

Una lunga vicenda intricata e assurda che tiene in sospeso le vite di tanti aspiranti insegnanti. La storia del TFA rasenta ormai la problematicità di un romanzo kafkiano e getta nell’incertezza un’intera generazione.
A questo punto, i tanti ragazzi che aspettavano di fare il tirocinio formativo devono improvvisamente cambiare rotta, se non vogliono starsene un altro anno con le mani in mano.
Master, concorsi e dottorati presso le università, sembrano traguardi più accessibili e un po’ meno intricati da comprendere. In attesa che qualcosa si sblocchi nella giungla burocratica dell’Italia di oggi.

Autore Pubblicato il 10/12/2011 Domenighini Mauro

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  • Pubblicato 10/12/2011
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  • Rosa Falcone

    credo che siamo cadutibdalla padella alla brace dalla Moratti alla Gelmini a Profumo.Chi dovrà ancora soffrire siamo noi precari della scuola e non,ormai più vicini a una miserevole pensione che a una gratificata carriera.Dopo tanti studi ci fanno vedere la cattedra come i miraggi nei deserti.

  • Rosa Falcone

    credo che siamo cadutibdalla padella alla brace dalla Moratti alla Gelmini a Profumo.Chi dovrà ancora soffrire siamo noi precari della scuola e non,ormai più vicini a una miserevole pensione che a una gratificata carriera.Dopo tanti studi ci fanno vedere la cattedra come i miraggi nei deserti.

  • Rosa Falcone

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  • Rosa Falcone

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  • Rosa Falcone

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  • Rosa Falcone

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  • Rosa Falcone

    credo che siamo cadutibdalla padella alla brace dalla Moratti alla Gelmini a Profumo.Chi dovrà ancora soffrire siamo noi precari della scuola e non,ormai più vicini a una miserevole pensione che a una gratificata carriera.Dopo tanti studi ci fanno vedere la cattedra come i miraggi nei deserti.

  • Setteffe

    La casta dei gestori dei master deve far cassa !!!!!!!
    Questo il  motivo principale.