mercoledì, 23 maggio 2012 - S. Desiderio
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Manovra, rinvio tagli degli stipendi ai parlamentari. E’ polemica

La bufera è forte per il sospetto che i parlamentari vogliano rinviare sine die la loro partecipazione ai sacrifici chiesti dal ''salva Italia'' al Paese

Che i parlamentari vogliano tirarla per le lunghe? Loro smentiscono. Intanto si allungano i tempi per il taglio agli stipendi previsto dal decreto ”salva Italia” del Governo, con obbligo di intervento entro il 31 dicembre. “Potrebbe arrivare un emendamento del governo o di noi relatori”, ha annunciato il relatore Pd Pier Paolo Baretta. Ma per quanto tutte le forze politiche si siano affrettate a chiarire che lo stop sia sui contenuti della riduzione degli emolumenti e sia da imputarsi soltanto ad un ”errore tecnico” dell’esecutivo, la bufera è forte per il sospetto che i parlamentari vogliano rinviare sine die la loro partecipazione ai sacrifici chiesti dal ”salva Italia” al Paese.

Della questione se ne sta occupando la commissione guidata dal presidente dell’Istat, Enrico Giovannini. Il “punto di fondo – ha sottolineato Baretta – è che non può essere il governo a ‘recepire’ i risultati ma deve essere il Parlamento”. E il presidente della Camera Gianfranco Fini assicura: “Non è in discussione la revisione indennità deputati. Sarà fatto appena la commissione avrà individuato parametri in sintonia con media europea” e “i tempi saranno comunque brevi”.

La norma che prevede che se entro fine anno la commissione guidata dal presidente dell’Istat, Enrico Giovannini (che ha l’obiettivo di comparare gli stipendi dei parlamentari italiani con quelli dei colleghi europei) non terminerà il suo lavoro sarà il governo a decidere per decreto legge, verrà quindi cambiata, secondo quanto riferisce l’esponente del Pdl, Massimo Corsaro, il quale ha precisato che alla commissione verrà dato più tempo.

“Probabilmente – ha spiegato Corsaro – la commissione non ce la farà entro i termini stabiliti e quindi gli daremo qualche mese in più per decidere, comunque sarà un tempo brevissimo”, ha assicurato. Corsaro ha poi ricordato, come peraltro il relatore Pier Paolo Baretta, che non può essere il governo a decidere su una materia su cui c’è l’auotonmia del Parlamento.

“Noi parlamentari vogliamo dare garanzie che ci sarà l’adeguamento degli stipendi e che sarà fatto in tempi certi. La norma per come è in manovra è inapplicabile. La commissione guidata da Giovannini avrà un termine certo e il Parlamento avrà 30 giorni dall’esito dei lavori della commissione” per procedere alle riduzioni, ha proseguito Corsaro.

Autore Pubblicato il 11/12/2011 Feroleto Anna

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  • Pubblicato 11/12/2011
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  • Ironmike72

    A FIJI DE NA BOCCHINARAAAAAAAAAAAAAA………!!!

  • Katia

    e si a noi poveri  umani del popolo li hanno tolti subito i nostri soldi tramite l equitalia ….strozzini con licenza….. a loro ci sono dei tempi brevi…come dicono….ma ci sono…STI CESSI….

  • Enoch 1

    Almeno potevano bloccare le loro tredicesime !!!!! E anche le pensioni d’oro , era il minimo !!!

  • Enoch 1

    Almeno potevano bloccare le loro tredicesime !!!!! E anche le pensioni d’oro , era il minimo !!!

  • CHIERE MARCO

    è arrivato il momento di prenderli a bastonate…ORA BASTAQ

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