Si celebrano questa mattina, nella basilica di San Vittore al Corpo a Milano i funerali di Giorgio Bocca. Scrittore, giornalista e storico italiano, che ha accompagnato con una analisi lucida, spesso sopra le righe, le dinamiche sociali dal Fascismo ad oggi.
Bocca è uno degli ultimi grandi intellettuali che hanno vissuto e interpretato autenticamente la nostra realtà, permettendo una coscienza maggiore del nostro Paese e del nostro tempo. Simbolo di una generazioni di uomini profondamente immersi nella vita sociale e politica italiana, una generazione che sta scomparendo travolta dalle dinamiche postmoderne di un mondo, anche culturale, che si allontana dalla contingenza per assecondare ottiche commerciali e più legate alla spettacolarità che alla realtà.
Personaggi come Bocca rappresentano un’àncora di salvezza per i giovani che vogliono restare attaccati al mondo, per capirlo e cercare di cambiarlo.
Lo scrittore lascia un vuoto difficilmente colmabile, non solo nel giornalismo. In tal senso, esemplari le parole della figlia Nicoletta che, dopo aver pianto la scomparsa del padre, ha detto: “Mi auguro che qualcuno prenda il suo posto”. Un invito alle nuove generazioni, ai giovani, affinché possano, “con la misura, il cuore e la lucidità che lui aveva”, farsi strada nella nostra contemporaneità e diventare protagonisti della Storia.
Commovente nella sua affettuosa ironia, il commento di Umberto Eco, grande amico dello scrittore: “è stato un grande montanaro che non la mandava a dire a nessuno”.
Al di là delle polemiche e delle controversie che Bocca ha scatenato con alcune sue ambigue posizioni, tutto il mondo culturale piange la morte di un grande. Come lo ha definito Gian Antonio Stella, “un uomo curioso che ha scritto cose formidabili e che non ha mai avuto paura di prendere posizione anche a rischio di sbagliarsi”.
Un grande di cui rimarrà per sempre l’insegnamento di vivere il proprio tempo, di interpretarlo senza timore di sbagliare, di sbagliare e continuare a scrivere perché la cosa peggiore non è sbagliare ma astenersi dalla vita.
Il corpo del giornalista sarà cremato e le ceneri saranno tumulate a La Salle, in Valle d’Aosta, dove il giornalista aveva una casa per le vacanze.

