mercoledì, 23 maggio 2012 - S. Desiderio
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Puglia, un nuovo bene per il FAI

La Provincia di Lecce affida in concessione al Fondo Ambiente Italiano l'Abbazia di Santa Maria di Cerrate (Lecce)

Un nuovo importante Bene per il FAI – Fondo Ambiente Italiano – grazie alla decisione della Provincia di Lecce di affidare in concessione l’Abbazia di S. Maria di Cerrate a Squinzano (a 15 chilometri da Lecce) alla Fondazione.

Una grande soddisfazione accompagna questo accordo presentato, questa mattina, presso la Provincia di Lecce alla presenza del Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone e della Presidente del FAI, Ilaria Borletti Buitoni che dice “Grazie a questa concessione il FAI avrà un nuovo bene nel Sud Italia e il primo bene in Puglia, in una zona – il Salento – di grande sviluppo turistico. Una straordinaria opportunità per far conoscere un ‘altro pezzo’ del nostro importante patrimonio agli italiani e agli stranieri che frequentano questa regione e una grande possibilità di ampliare la presenza del FAI sul territorio”.

Si tratta di una concessione trentennale al FAI che prevede la gestione e la valorizzazione di questo splendido monumento, una fra le più belle abbazie del Salento, costruita nell’XI secolo. Ultimamente, nell’ottica di ottimizzare la valorizzazione del complesso monumentale, l’Amministrazione Provinciale ha manifestato la volontà di affidarne la gestione a un terzo soggetto ricorrendo a un bando pubblico al quale il FAI ha partecipato vincendolo.

Il FAI è stato scelto come soggetto ideale, perché fondazione riconosciuta a livello nazionale per l’impegno e la competenza dimostrati in oltre trent’anni di attività, in cui ha maturato l’esperienza per pianificare e attuare politiche di valorizzazione e gestione dei beni che ha sotto la propria tutela, siano essi di proprietà o gestiti in concessione.

Note storiche sull’Abbazia di Santa Maria di Cerrate
L’abbazia di Cerrate, venne fondata nel XII secolo dai Normanni. Narra la leggenda che Re Tancredi, conte di Lecce, durante una battuta di caccia si trovò di fronte una cerbiatta: la seguì per catturarla e all’improvviso gli apparve l’immagine della Madonna. In quel luogo decise di far costruire la Chiesa di Santa Maria. La struttura edilizia di forma quadrilatera è composta dalla casa monastica, la chiesa abbaziale e da una sontuoso pozzo cinquecentesco in pietra leccese.

La gestione del luogo venne affidata ai monaci basiliani divenendo un importante centro religioso e sede di un celebre scriptorium. Dopo la metà del XVI secolo, con la scomparsa dell’ordine basiliano, il complesso passò sotto il controllo della Santa Sede e poi fu concesso da Papa Clemente VII all’Ospedale degli Incurabili di Napoli. Devastata nel 1711 dai Turchi l’abbazia cadde in abbandono, per diventare poi masseria. Attualmente è sede del Museo delle Tradizioni Popolari del Salento.

Autore Pubblicato il 25/12/2011 Bianco Andrea
  • Pubblicato 25/12/2011
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