Si torna a parlare di Avetrana, la cittadina pugliese dove più di un anno fa si è consumato l’atroce delitto della piccola Sara Scazzi.
Questa volta però non è lei la protagonista della vicenda, ma suo zio Michele Misseri, l’uomo finito agli onori della cronaca per avere confessato, in un primo momento, l’omicidio della nipote Sara.
Ignoti, giovedì sera, hanno forzato la serratura della porta del suo garage, in via Deledda, ad Avetrana, ed hanno gettato un pneumatico all’interno, forse con l’intento poi di appiccare il fuoco.
La notizia è stata riportata su alcuni giornali locali. Ieri mattina il contadino di Avetrana ha segnalato l’episodio ai carabinieri dichiarando di aver sentito un forte rumore, giovedì sera, mentre era all’interno della sua abitazione e di aver scoperto l’accaduto ieri mattina, intorno alle 6.30. Quando è entrato nel garage ha visto il copertone e ha notato che la porta era stata aperta dopo che la serratura era stata forzata. Michele Misseri ha presentato denuncia contro ignoti.
Con l’arresto di Sabrina Misseri, cugina di Sara, e di sua madre Cosima sembrava essersi chiuso il sipario sul delitto di Avetrana, che ha tenuto col fiato sospeso l’Italia intera per oltre un anno. Adesso, con questo nuovo episodio, il sipario si riapre e il mistero sulla morte di Sara Scazzi si infittisce ancora di più.
Si è trattato di un semplice gesto di balordi o l’episodio potrebbe avere legami con l’omicidio della piccola quindicenne, il cui corpo venne ritrovato il 6 ottobre 2010 in un podere tra Avetrana e Nardò?

