Solo fino a poco fa Sara era decisa ad andare avanti con la sua gravidanza, ma qualcosa o qualcuno, alla fine, l’ha convinta ad abortire.
Una decisione appresa con entusiasmo dai suoi genitori che si erano rivolti anche alla giustizia e, forse, proprio il colloquio con un magistrato del Tribunale dei minori ha convinto la ragazzina ad accettare l’interruzione di gravidanza. Lo riporta oggi Repubblica, che aveva lanciato la notizia a livello nazionale.
I genitori della ragazza, separati, non volevano che “Sara” avesse il bambino non solo per la giovane età ma perchè profondamente contrari alla relazione con quel ragazzo albanese, appena diciottenne, violento (la figlia sarebbe stata da lui picchiata diverse volte), senza lavoro, arriva da solo in fuga e ospite di una comunità per minori. Del ragazzo non si ha più nessuna notizia, probabilmente è stato allontanato con una somma di denaro.
Sulla delicata vicenda si sono espresse anche le autorità ecclesiastiche con molta cautela. Per Marco Zeni, direttore del settimanale Vita, “La Chiesa non può pronunciarsi a favore dell’aborto ma capiamo la enorme difficoltà della famiglia”. La famiglia al giudice aveva chiesto di intervenire con una sentenza per obbligare la ragazzina all’aborto. Per legge, ciò era impossibile. Ma l’intervento del tribunale alla fine sarebbe stato comunque determinante.

