Capolavori dal Brücke-Museum di Berlino

Codroipo Passariano, Villa Manin - fino al 4 marzo 2012

Inserita al meglio nella cornice architettonica di Villa Manin, la mostra curata da Marco Goldin e Magdalena M. Moeller è stata allestita a partire dal piano terra e si conclude al piano superiore della struttura, dividendosi sostanzialmente in due parti da visitare seguendo in senso ascendente un percorso espositivo di sedici ambienti di medie dimensioni.
L’illuminazione, calda e riposante, è stata sapientemente progettata per consentire al visitatore di ammirare al meglio le opere nella loro interezza e senza riflessi e ombre, grazie a faretti direzionati attaccati al soffitto tramite cavi di acciaio sottilissimi spesso affiancati dalla tenue luce dei lampadari d’epoca.

“Heckel e la modella nell’atelier” di Kirchner del 1905 è stato scelto per aprire il percorso espositivo  a rappresentare da un lato la data d’inizio dell’intero movimento e dall’altro i soggetti scelti dai nuovi artisti, i cosiddetti “nudi di un quarto d’ora”, dipinti per i quali le modelle non erano costrette nelle rigide pose accademiche e potevano muoversi e rilassarsi.
Esposti anche un paesaggio di Schmidt-Rottluff, un ritratto e un nudo di Heckel, risalenti al periodo 1905 – 1906, scelti per render conto dell’evidente influenza del postimpressionismo.
L’esposizione allestita per contrasti, trova nel grande salone il suo apice ospitando i lavori dei diversi artisti della  Brücke. Colpisce la parete dedicata a Schmidt-Rottluff, su cui spiccano lo “Scorcio di villaggio” del 1910 e “Frontone rosso” del 1911. Lo sguardo poi sui sposta sul “Costume giallo e nero” (1909) di Pechstein e “Marcella” (1910) di Kirchner, sapientemente messi a confronto con il vestito giallo a righe nere presente in entrambe le tele. Il centro della sala è riservato al quadro double-face di Pechstein del 1909 da un lato reca il “Bosco nei pressi di Moritzburg” e dall’altro la “Coppia distesa”.
Degni di nota tra le opere presenti nelle altre due sale al piano terra di Villa Manin, i due quadri di Nolde “Tronchi bianchi” del 1908 e “La casa della famiglia Jäger ad Alsen” del 1909, i tre dipinti firmati Schmidt-Rottluff: “Donna addormentata sul tavolo” (1910), “Due ragazze sedute” (1911) e l’affascinante litografia a colori “Nudo sul tappeto” del 1911.

Salendo al piano superiore attraverso una magnifica scalinata, si passa alla fase finale dell’Espressionismo tedesco, la fase berlinese e metropolitana (1911 – 1913).
Nella decima sala della mostra le scritte parietali di Magdalena Moeller, direttrice del Brücke-Museum di Berlino -da cui tutti i quadri in mostra provengono-, illustrano le prime spinte di rottura all’interno della scuola pittorica.
Notevoli i dipinti di Kirchner, qui rappresentato dal suo “Nudo femminile di schiena” del 1912 e dal “Nudo che si pettina” del 1913.
Sempre sapientemente illuminati con faretti direzionabili, anche i piccoli spazi del primo piano del palazzo ospitano le opere in giustapposizioni significative come, ad esempio, nell’accostamento proposto fra “La lettrice” (1911) -realizzata con tecnica mista di gouache e pastello a cera su carta- e il “Vicolo Oluf-Samson a Flensburg” (1913) –testimonianza dell’affacciarsi del tema della città nella nuova fase del movimento artistico-, entrambi a firma di  di Heckel. In questo periodo anche Kirchner assorbe le tematiche quotidiane e cittadine della grande metropoli, si pensi a “Nel giardino del Caffè” del 1914.
Il tratto di Schmidt-Rottluff si ammorbidisce e suoi nudi trovano in Cézanne nuovi spunti come è possibile notare nei “Nudi tra le dune” del 1913. Nuove fonti di ispirazione per Pechstein gli giungono dalla sua visita a Monterosso, si veda il “Peschereccio” del 1913. Di Otto Mueller si può osservare la “Coppia di innamorati tra le mura di un giardino” (1916).
Disaccordi nacquero però sulla pubblicazione della Chronik der Brücke e sulla formalizzazione di un’esperienza artistica nata libera di qui la scissione documentata nell’ultima sala.
Qui tre tele di Mueller -“Due bagnanti” del 1921, “Tre nudi nel paesaggio” del 1922 e “Nudo disteso tra le dune” del 1923-, tre tele di Rottluff -“Luna blu” (1920), “Operaio che lavora ad una casa” (1922) e “La domenica dei pescatori” (1923).

 

 

Inserita da il 26 gennaio 2012