Colosseo: bocciati i restauri di Della Valle

L'antitrust rileva una procedura scorretta: meno di 48 ore per la presentazione delle offerte, violato il principio di concorrenza a favore di Tod's

ColosseoA poco più di sei mesi dall’annuncio ufficiale dell’affidamento del restauro del Colosseo a Diego della Valle, è arrivato lo stop dell’Antitrust che ha bocciato la sponsorizzazione dei lavori per “una serie di distorsioni” sulla correttezza dell’accordo. L’ente garante della Concorrenza ha dato ragione al Codacons, che aveva presentato un esposto contro la decisione di affidare i lavori, il cui importo sia aggira intorno ai 25 milioni di euro, alla Tod’s di Della Valle.

Le distorsioni rilevate dall’Antitrust riguardano il finanziamento a carico del gruppo di Della Valle e soprattutto i diritti di sfruttamento dell’immagine del Colosseo per un intervallo di tempo di 15 anni (ben oltre, quindi, i due anni della durata prevista per i lavori di restauro). Nel contempo, i benefici provenienti dai diritti d’immagine non sono bilanciati dalla responsabilità (non prevista) della “progettazione dei lavori, della messa in sicurezza, dell’appalto ai terzi” a carico del gruppo.

Inoltre l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha riscontrato una violazione dei principi di concorrenza a causa dei tempi di trattativa troppo stretti, che avrebbero favorito eccessivamente il gruppo Tod’s: “una volta ricevuta la proposta di Della Valle, l’amministrazione appaltante ha infatti assegnato agli altri soggetti interessati alla gara d’appalto un termine inferiore a 48 ore per la presentazione delle offerte; una scadenza così imminente è inadeguata a consentire l’esperimento di una effettiva competizione tra i soggetti convocati, risultando addirittura in una esclusione degli stessi.

Soddisfazione per la pronuncia è stata espressa da Carlo Rienzi, presidente del Codacons. “Ora il commissario delegato avrà 60 giorni di tempo per illustrare all’Antitrust le iniziative adottate in relazione alle problematiche evidenziate dall’Autorità. Intanto a breve dovrebbe arrivare un’altra sentenza, quella del Tar del Lazio, cui sempre il Codacons ha presentato ricorso.

Inserita da il 12 gennaio 2012